Il ministro per gli Affari regionali e le Autonomie, Roberto Calderoli, rivendica il risultato raggiunto e guarda anche al futuro delle Regioni a Statuto speciale. In una dichiarazione diffusa sui social da Palazzo Chigi, il ministro ha infatti annunciato il via libera preliminare alla riforma dello Statuto del Friuli-Venezia Giulia, definendolo un primo passo atteso da tempo.
Le intese definitive riguardano quattro ambiti: protezione civile, professioni, previdenza complementare e integrativa e tutela della salute, con il coordinamento della finanza pubblica.
Per il Veneto, il risultato si inserisce in un percorso avviato da anni, segnato dal referendum consultivo del 22 ottobre 2017, quando il 98,1% dei votanti si espresse a favore di maggiori forme di autonomia regionale. Dopo le prime pre-intese del 2018 e successive trattative con diversi governi, l’approvazione del Consiglio dei ministri segna un nuovo passaggio verso l’esame parlamentare.
La richiesta dei sostenitori dell’autonomia è ora quella di proseguire i negoziati per ampliare progressivamente le competenze regionali, nel quadro previsto dalla Costituzione.
Parallelamente al percorso dell’autonomia differenziata, Calderoli ha annunciato il via libera preliminare alla riforma dello Statuto speciale del Friuli-Venezia Giulia.
Il ministro ha spiegato che il provvedimento risponde agli impegni assunti con le Regioni a Statuto speciale in occasione del Festival delle Regioni di Torino del 2023 e segue la strada già intrapresa nei mesi precedenti per il Trentino-Alto Adige.
L’obiettivo, secondo Calderoli, è restituire ai territori maggiori spazi di autonomia, recuperando competenze che, a suo giudizio, sarebbero state progressivamente ridotte dopo la riforma del Titolo V della Costituzione del 2001.
L’aggiornamento delle attribuzioni regionali dovrebbe consentire, nelle intenzioni del ministro, di migliorare l’organizzazione amministrativa e garantire servizi più efficienti ai cittadini.
Calderoli ha richiamato l’esperienza del Trentino-Alto Adige come esempio della possibilità di portare avanti questo percorso, confermando il proprio impegno a favore di una maggiore autonomia territoriale.
Le intese sull’autonomia differenziata delle Regioni a Statuto ordinario e la revisione degli Statuti delle Regioni a Statuto speciale seguono procedimenti giuridici differenti. Entrambe le iniziative, tuttavia, riportano al centro del dibattito il rapporto tra Stato e autonomie territoriali.
Per Veneto, Lombardia, Piemonte e Liguria, il prossimo passaggio riguarda l’iter parlamentare delle intese. Per il Friuli-Venezia Giulia, il via libera preliminare rappresenta invece l’avvio di un ulteriore percorso istituzionale per modificare lo Statuto speciale.
La linea indicata da Calderoli è quella di proseguire su entrambi i fronti, con l’obiettivo dichiarato di ampliare gli spazi di autonomia e aggiornare le competenze delle Regioni.
Matteo Salvini si prepara al congresso della Lega, in programma il 24 e 25 ottobre…
La notizia che arriva dal Policlinico Gemelli di Roma cambia il quadro iniziale sulle condizioni…
Nessun passo indietro di fronte agli attacchi e totale fiducia nella linea del partito. Con…
Prosegue il viaggio di Augusto Oriani nella splendida Valle di Okanagan, una delle aree più…
Il Consiglio dei ministri dà il via libera alla riforma del Codice della strada. Tra…
L’operazione chirurgica a cui si è sottoposto Papa Leone XIV al Policlinico Gemelli di Roma…