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Patrimonio italo-canadese: il Centro Abruzzese Canadese di Ottawa premia le nuove generazioni

 

Gli studenti riflettono su famiglia, identità e tradizioni, mentre il Sodalizio assegna 4 borse di studio a giovani di origine abruzzese

 

OTTAWA | 9 ottobre 2026 – L’importanza di ricordare le proprie radici e di trasmettere le tradizioni culturali alle nuove generazioni è stata al centro di un incontro organizzato dal Centro Abruzzese Canadese Inc. La serata ha riunito esponenti della comunità italo-canadese per celebrare le origini abruzzesi, ascoltare le riflessioni dei giovani e rendere omaggio ai vincitori delle prime borse di studio dell’associazione destinate a studenti di livello post-secondario.

Quattro studenti — Sophia Colasante, Gabriel Bernal, Grace Di Nardo e Vanessa Marinelli — hanno condiviso riflessioni personali sul significato delle proprie origini italiane. Pur partendo da esperienze diverse, i loro interventi hanno espresso una comune riconoscenza per i sacrifici delle generazioni precedenti e la volontà di mantenere vive le tradizioni familiari.

Sophia ha sottolineato l’importanza di comprendere il significato dei simboli e delle usanze culturali, anziché limitarsi a ripeterli. Ripensando ai nonni, originari di diverse regioni d’Italia, ha descritto la storia della sua famiglia come una vicenda di «immigrazione, comunità e continuità». Ha espresso gratitudine per il legame con le proprie radici e per la responsabilità di celebrarle e custodirle in modi significativi anche per i più giovani. Sophia ha spiegato:

«La storia della mia famiglia è una storia di immigrazione, comunità e continuità. I miei nonni provenivano forse da diverse parti d’Italia, ciascuno con le proprie esperienze e tradizioni, ma la vita che hanno costruito qui mi ha permesso di crescere con un forte legame con una cultura che si trova a migliaia di chilometri di distanza. Sono grata per le mie origini e sarò sempre orgogliosa di portarle avanti. Per me, mantenere viva la mia eredità italiana in Canada significa ricordare da dove viene la mia famiglia e, allo stesso tempo, trovare nuovi modi per celebrarla, condividerla e preservarla. Non è soltanto un legame con il passato, ma qualcosa che porterò con me nel futuro».

Gabriel, impossibilitato a partecipare, è stato presente attraverso la lettura di alcuni brani della sua riflessione. Ha riconosciuto che le opportunità di cui gode oggi sono frutto delle difficili scelte e del duro lavoro degli antenati, partiti da piccoli centri italiani alla ricerca di un futuro migliore. Per lui, onorare la tradizione significa tramandare la loro determinazione, generosità e dedizione alla famiglia. Gabriel ha scritto:

«Ho capito che mantenere viva una tradizione non significa necessariamente rispettare ogni singola usanza esattamente come si faceva in passato. Le tradizioni possono continuare a prosperare grazie ai valori che le accompagnano. Nella mia famiglia, uno dei valori fondamentali è la convinzione che lavoriamo non soltanto per migliorare la nostra condizione, ma anche per spianare la strada a chi verrà dopo di noi. I miei antenati hanno incarnato questo principio lasciando l’Italia e costruendo una nuova vita in una terra sconosciuta. Anche se forse non dovrò mai affrontare una sfida tanto ardua quanto la loro, posso fare mio quello stesso spirito. Che sia attraverso l’ingegneria, il servizio militare o, un giorno, la creazione di una mia famiglia, desidero realizzare qualcosa di significativo grazie alle opportunità che i loro sacrifici mi hanno offerto».

Grace ha evidenziato che essere italiani significa molto più che possedere una cittadinanza o essere nati in un determinato luogo. L’italianità vive negli incontri di famiglia, nei pasti condivisi, nella lingua e nei ricordi. Ha ricordato gli sforzi della nonna per insegnarle l’italiano, così come le generazioni precedenti si erano impegnate a imparare l’inglese dopo l’arrivo in Canada. Guardando al futuro, spera di insegnare l’italiano ai propri figli, continuare i pranzi domenicali in famiglia, conservare le ricette tradizionali e partecipare attivamente alla comunità italiana di Ottawa. Rendendo omaggio alle generazioni più anziane, Grace ha dichiarato:

«Essere italiani è molto più di una semplice nazionalità. Le mie origini italiane hanno contribuito a formare la persona che sono. La famiglia è la cosa più importante: trascorrere del tempo insieme, creare ricordi e mantenere vive le tradizioni tramandate dai nonni e dai genitori. Queste tradizioni mi hanno insegnato a rispettare non soltanto i miei nonni, ma tutte le generazioni più anziane di italiani che custodiscono il proprio patrimonio culturale, affinché i giovani come me possano capire da dove provengono e come sono diventati ciò che sono».

Vanessa ha descritto le proprie radici italiane come il fondamento della sua identità e dei valori che orientano la sua vita. Ha ricordato gli anni dell’infanzia trascorsi nella casa dei nonni, dove ha imparato l’importanza della famiglia, della fede, del rispetto e del senso di responsabilità. Ha reso omaggio ai sacrifici delle generazioni di immigrati, sottolineando che onorarne l’eredità non significa soltanto celebrare usanze familiari, ma vivere concretamente i valori trasmessi. Vanessa ha dedicato ai suoi nonni un pensiero speciale:

«Alcuni degli anni più significativi della mia vita li ho trascorsi a casa dei miei nonni, dove rimanevo ogni giorno feriale, dalla scuola dell’infanzia fino alla sesta classe. Sebbene i miei genitori mi abbiano cresciuta con grande amore e dedizione, la casa dei nonni era molto più di un luogo: era il posto in cui si è formata la mia identità. I miei nonni mi hanno trasmesso solidi valori familiari e morali, una fede incrollabile e un profondo rispetto per la tradizione. Grazie a loro ho imparato che essere italiani non significa soltanto essere chiassosi, appassionati o preparare grandi pranzi all’italiana; significa anche onorare chi ci ha preceduto e portarne avanti l’eredità con uno scopo preciso. Senza i loro sacrifici nell’emigrare in Canada alla ricerca di una vita migliore, oggi non sarei dove sono. Sarò per sempre grata per i ricordi che ho costruito insieme a loro».

Gli interventi dei rappresentanti del Centro Abruzzese Canadese Inc. – il presidente Angelo Filoso,  il vicepresidente Nello Scipioni ed altri membri del Consiglio Direttivo – hanno inserito queste testimonianze in una più ampia storia di impegno comunitario. Fondato nel settembre 1973, il Centro Abruzzese Canadese opera per rafforzare i legami tra le persone di origine abruzzese e la più ampia comunità canadese, tutelando e promuovendo la cultura e le tradizioni della regione. Dopo oltre cinquant’anni, la sua presenza testimonia la dedizione di volontari, soci e sostenitori.

Nello Scipioni con le borsiste Vanessa, Grace e Sophia

Gli oratori hanno ricordato il ruolo importante svolto dalle associazioni italiane a Ottawa e hanno invitato le nuove generazioni a contribuire attivamente alla continuità di questo patrimonio. Il messaggio è stato chiaro: le organizzazioni culturali restano forti quando le persone partecipano, coinvolgono altri e condividono con orgoglio le proprie tradizioni. Il tricolore italiano è stato evocato come simbolo di questo legame duraturo.

Uno dei momenti più significativi della serata è stata la consegna delle borse di studio ai quattro giovani di origine abruzzese. È stato letto in italiano un messaggio di ringraziamento di Gabriel Bernal, impossibilitato ad essere presente, ma al quale la borsa di studio è stata consegnata in un secondo momento dal presidente Angelo Filoso. Gabriel ha ringraziato il Centro Abruzzese Canadese per la generosità e la fiducia dimostrate nei confronti dei premiati, affermando che questo riconoscimento lo incoraggerà a proseguire gli studi e a realizzare i propri obiettivi futuri.

Il presidente Angelo Filoso premia Gabriel Bernal

La consegna dei riconoscimenti, seguita da fotografie e congratulazioni, ha sottolineato l’impegno del Centro Abruzzese Canadese ad investire nei giovani, valorizzando al tempo stesso i risultati raggiunti dalle generazioni precedenti. La serata si è conclusa con un appello all’unità, alla perseveranza e alla partecipazione alla vita comunitaria. Le parole finali hanno riassunto lo spirito dell’occasione: «Non cedete e non arrendetevi. Thank you. Grazie». Celebrando le voci dei giovani italo-canadesi, il Centro Abruzzese Canadese ha ribadito che il patrimonio culturale non è soltanto qualcosa che si eredita: è qualcosa che ogni generazione sceglie di ricordare, vivere e tramandare.

Goffredo Palmerini

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