Esteri

Panama, due terremoti devastanti in poche ore: crollano edifici e una chiesa, oltre 45 repliche. Rientra l’allarme tsunami

Due forti terremoti, decine di repliche, edifici danneggiati e una storica chiesa colpita. Il Panama ha vissuto ore di paura venerdì 9 ottobre, quando una violenta sequenza sismica ha interessato il settore meridionale del Paese, costringendo migliaia di persone ad abbandonare uffici, abitazioni e strutture pubbliche. Dopo la prima scossa è stato diramato anche un allarme tsunami per diverse aree del Pacifico, successivamente revocato. Le autorità hanno avviato le verifiche sui danni e coordinato gli interventi di emergenza.

La prima scossa alle 12:56: magnitudo 7,6

Il primo terremoto è stato registrato alle 12:56 di venerdì 9 ottobre, ora locale, corrispondenti alle 19:56 in Italia. Secondo lo United States Geological Survey (USGS), la scossa ha raggiunto una magnitudo inizialmente stimata in 7,6 e localizzata a circa 10 chilometri di profondità, con epicentro nei pressi di Pitaloza Arriba, nella provincia di Herrera, nel settore sud-occidentale del Paese.

Le successive revisioni hanno portato la magnitudo a 7,7. L’epicentro si trovava a circa 200-240 chilometri da Panama City, secondo le diverse stime e localizzazioni riportate dalle fonti.

Il terremoto è stato avvertito in numerose zone del Paese, compresa la capitale. A Panama City le vibrazioni sono durate, secondo le testimonianze raccolte da Reuters, circa 40 secondi. Negli edifici più alti, gli impiegati hanno lasciato gli uffici e si sono radunati in strade, piazze e parchi, mentre venivano effettuati controlli precauzionali.

Una seconda scossa di magnitudo 6,6

La sequenza non si è esaurita con il primo terremoto. Nel corso della giornata, alle 15:25 circa ora locale, è stata registrata una seconda forte scossa, di magnitudo 6,6, con epicentro ancora nell’area sud-occidentale del Panama.

I dati dell’USGS collocano questo secondo evento alle 20:25:39 UTC, cioè alle 15:25:39 in Panama e alle 22:25:39 in Italia.

Ai due terremoti si sono aggiunte numerose repliche. Secondo l’Associated Press, i sismologi dell’Università di Panama ne hanno registrate oltre 45. Alcune hanno raggiunto magnitudo 5,8, 5,5 e 5,2, alimentando la preoccupazione della popolazione e rendendo necessari ulteriori controlli sugli edifici già lesionati.

La distinzione è importante: non si è trattato di un’unica scossa seguita soltanto da piccoli assestamenti, ma di due eventi sismici di forte intensità accompagnati da una lunga sequenza di repliche.

Penonomé, edifici danneggiati e crolli

Tra le località interessate dai danni figura Penonomé, nella provincia di Coclé, a circa 150 chilometri dalla capitale secondo le ricostruzioni dell’Associated Press.

Le immagini diffuse dai media mostrano edifici danneggiati, detriti nelle strade e veicoli colpiti dai crolli. La cattedrale di San Juan Bautista ha riportato danni strutturali e il campanile è parzialmente crollato. Sono stati segnalati problemi anche in altri edifici pubblici e nell’hotel Dos Continentes.

Nella provincia di Los Santos, inoltre, i media locali hanno riferito il crollo della chiesa di San Atanasio, un edificio storico di epoca coloniale riconosciuto come patrimonio storico nazionale nel 1938. In altre aree, tra cui la provincia di Veraguas, sono state segnalate profonde fessure lungo alcune strade.

Le autorità hanno riferito di persone ferite, tra cui una colpita dai detriti di una struttura parzialmente crollata a Penonomé. Nel corso della serata di venerdì il presidente José Raúl Mulino ha dichiarato che non risultavano vittime mortali accertate, precisando tuttavia che il bilancio avrebbe potuto essere aggiornato con il proseguire delle verifiche.

Allarme tsunami per le coste del Pacifico

La magnitudo del terremoto ha indotto le autorità a diffondere un’allerta tsunami. Le comunicazioni hanno interessato le coste del Panama e diversi Paesi dell’America Centrale e del Sud America, tra cui Colombia ed Ecuador. Sono state adottate misure precauzionali anche per altre aree del Pacifico, compresa l’Isola di Pasqua.

Secondo le valutazioni citate dall’Associated Press, per alcune zone costiere meridionali del Panama erano state considerate possibili onde comprese indicativamente tra uno e tre metri. Sull’isola di Cañas, secondo le informazioni diffuse dalle autorità scientifiche panamensi, l’acqua marina aveva già raggiunto alcune abitazioni vicine alla costa.

Successivamente, gli avvisi di rischio tsunami sono stati revocati. La fine dell’allerta non ha comunque interrotto le operazioni di controllo e di valutazione dei danni nelle aree interessate.

Aeroporto riaperto, Canale di Panama operativo

Dopo la prima scossa, l’aeroporto internazionale di Tocumen, nella capitale, ha temporaneamente sospeso le operazioni. I voli sono ripresi nel corso del pomeriggio, una volta completate le prime verifiche.

Anche il Canale di Panama ha continuato a funzionare regolarmente. L’autorità che gestisce l’infrastruttura ha comunicato che la priorità era verificare la sicurezza del personale, delle navi e degli impianti, attraverso controlli tecnici mirati.

Sono state segnalate interruzioni dell’elettricità in sei province. Le autorità di protezione civile hanno concentrato le verifiche nelle aree maggiormente colpite, in particolare nelle province di Herrera, Los Santos e Veraguas.

Il presidente Mulino mobilita le autorità

Il presidente panamense José Raúl Mulino ha seguito l’evoluzione dell’emergenza e si è recato a Penonomé per verificare la situazione. Il governo ha mobilitato le strutture competenti per coordinare gli interventi, assistere la popolazione e valutare l’entità dei danni.

La situazione resta legata all’esito delle ispezioni sugli edifici, sulle infrastrutture e sulle aree costiere. La successione di scosse di forte intensità rende particolarmente importanti i controlli sulle strutture lesionate, anche in assenza di ulteriori crolli immediati.

Il terremoto ha riportato l’attenzione sulla vulnerabilità sismica della regione, situata lungo il sistema tettonico del Pacifico, dove interagiscono diverse placche. Le prime informazioni descrivono un’emergenza caratterizzata da danni materiali, evacuazioni diffuse e numerose repliche, mentre prosegue la ricognizione sul territorio.

L’Italia segue gli sviluppi

Anche l’Italia sta seguendo la situazione attraverso i canali diplomatici. La Farnesina e l’Ambasciata italiana a Panama monitorano gli sviluppi e le possibili conseguenze per i connazionali presenti nel Paese.

Il quadro definitivo dei danni richiede ulteriori verifiche. Le informazioni diffuse nella giornata di venerdì indicavano l’assenza di vittime mortali confermate, ma segnalavano feriti e danni a edifici storici, strutture pubbliche e abitazioni. L’attenzione resta concentrata sulla sicurezza della popolazione e sull’evoluzione della sequenza sismica.

Redazione

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