Lazio

Nicolosi. Grazia al gioielliere Guido Gianni: pena ridotta, nessun automatismo per Mario Roggero

Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha concesso la grazia parziale a Guido Gianni, il gioielliere di Nicolosi, in provincia di Catania, condannato in via definitiva a 12 anni e 4 mesi di reclusione per duplice omicidio e tentato omicidio.

La vicenda risale al 2008, quando tre rapinatori fecero irruzione nella sua gioielleria. Gianni reagì all’aggressione e due dei rapinatori morirono, mentre un terzo rimase ferito. La vicenda giudiziaria si è conclusa con una condanna definitiva.

Il provvedimento del Quirinale estingue 3 anni e 2 mesi della pena. La decisione ha tenuto conto del parere favorevole espresso dal magistrato di sorveglianza e dei 5 anni e 3 mesi di reclusione già scontati da Gianni. Il residuo di pena scende così sotto i quattro anni, rendendo possibile per il competente Tribunale di sorveglianza valutare l’eventuale affidamento in prova al servizio sociale.

Il Quirinale precisa inoltre che, per tutti e tre i provvedimenti di clemenza firmati il 7 ottobre, il ministro della Giustizia ha espresso parere favorevole al termine dell’istruttoria prevista.

Il caso di Gianni è stato accostato nelle ultime ore a quello di Mario Roggero, il gioielliere di Grinzane Cavour condannato definitivamente a 14 anni e 9 mesi per aver ucciso due rapinatori e ferito un terzo durante la rapina del 2021. Il confronto, tuttavia, non comporta alcun automatismo.

Roggero si trova detenuto nel carcere di Bollate dal luglio scorso. La domanda di grazia presentata dalla moglie è stata depositata, ma il Ministero della Giustizia aveva inizialmente precisato che non era ancora stato compiuto alcun atto relativo alla procedura.

Anche la richiesta di differimento della pena presentata dalla difesa di Roggero è stata dichiarata inammissibile dal Tribunale di sorveglianza di Milano, dopo un precedente rigetto da parte del Tribunale di sorveglianza di Torino.

Nel settembre scorso, Roggero aveva comunque pronunciato in aula parole di revisione critica rispetto a quanto accaduto, affermando di aver avuto tempo per riflettere e riconoscendo che avrebbe potuto avere un atteggiamento meno impulsivo.

La vicenda di Guido Gianni dimostra quindi che la concessione della grazia presidenziale viene valutata caso per caso. Nel suo provvedimento, il Quirinale ha indicato espressamente il periodo di pena già espiato e il parere favorevole del magistrato di sorveglianza. Per Mario Roggero, al momento, non risulta invece un provvedimento di grazia da parte del Capo dello Stato.

Redazione

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