Da oggi, martedì 6 ottobre, il gasolio torna a pagare l’accisa piena. È terminato infatti lo sconto fiscale di 6,1 centesimi al litro che era rimasto in vigore fino al 5 ottobre.
Il meccanismo delle cosiddette accise mobili, che avrebbe consentito di utilizzare l’extragettito Iva per compensare l’aumento dei prezzi, non è entrato in funzione. Per renderlo operativo sarebbe stato necessario un decreto interministeriale.
L’accisa sul diesel torna così a 672,90 euro per mille litri, con un aumento di 50 euro per mille litri rispetto al livello agevolato. Considerando anche l’Iva, l’impatto sul prezzo alla pompa è di circa 6 centesimi al litro.
Cambia anche il tetto introdotto da Eni sulla propria rete. Il limite, fissato nei giorni scorsi a 2,19 euro al litro per il diesel, viene portato a 2,25 euro al litro. Per la benzina resta invece il tetto precedentemente fissato a 1,99 euro al litro.
Il ritorno dell’accisa piena arriva in una fase di forte pressione sui prezzi dei carburanti e rischia di aumentare ulteriormente i costi per automobilisti, famiglie e autotrasportatori.
Ora l’attenzione è rivolta alle eventuali nuove misure che il governo potrebbe adottare per contenere l’impatto del caro carburanti.
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