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E’ trovarsi sospesi in un caleido scopio

“… i nostri giorni per come sono stati,

i nostri giorni perduti nel vuoto di un mondo

misero e meschino, in apparenza nuovo,

sembrano aver inghiottito e digerito

ormai per sempre un bel passato. “

Vincenzo Calafiore

Tu, non puoi conoscere il bel mondo che ho conosciuto e vissuto, non puoi conoscerlo perchè non esiste più, non esistono più neppure le sue tracce, cancellate da questo mondo apparentemente nuovo.

I nostri giorni per come sono stati, i nostri giorni perduti nel vuoto di un mondo misero e meschino, in apparenza nuovo, sembrano aver inghiottito e digerito ormai per sempre un bel passato.

Avrei voluto che qualcosa di quel passato avesse proseguito il suo percorso ancora adesso nella piena crisi, diciamo, di un certo liberalismo e della socialdemocrazia, permanenza di frange comuniste che ancora alimentano opposti populismi e fantomatici ascensori sociali impantanati a terra.

Nei millenni scorsi di questo Occidente si sono visti non soltanto il succedersi di civiltà …. tra la caduta dell’Impero Romano e il tardo- medioevo si è interposto un altro medioevo durato oltre sei secoli, la caduta dei Micenei e il sorgere delle città-stato-

La storia dell’umanità sta proprio in questo andare su e giù della sua stessa storia, in questo morire e rinascere; allora questo mondo nuovo potrebbe scoprire la vecchiezza di questa modernità vuota e arida in cui si vive costrittivamente come criceti tra le rovine di città morte, non ancora sepolte dalla fuliggine del tempo, della storia.

Come gestire allora la decadenzain cui siamo precipitati nel modo meno doloroso, nonostante l’intelligenza artificiale ( I A ), figlia di un mondo prodigioso e efficiente ( coi suoi limiti ) e di grave morbosità miope.

Tuttavia credo che la linfa segreta di questo tempo cornucopia, decrepito, dalla durata effimera, farà crollare velocemente questo medio-evo di mezzo cielo e mezza terra. Anche perchè a guardare bene questa ultima civiltà borghese fiorita e durata più di due secoli, sarà più breve delle precedenti nobili e aristocratiche.

Penso che a questo sesto secolo, risorto da altre ceneri, servirebbero altri Ulisse, Socrate, i Cesari … di cui non v’è traccia. Dunque soppressa la “ Cultura Umanistica “ ritenuta erroneamente di casta, mentre era l’epitome delle passate civiltà, si avverte la necessità di una nuova cultura umanistica ( nel sapere siamo disuguali, uguali nel non sapere ) e di un nuovo ordine umanistico, appassionato e talentuoso, durevole.

Forse a salvarci da questa catastrofe saranno uomini e donne che sapranno proiettarsi in un futuro e saggi vecchi nel contempo! Ci siamo insabbiati senza scampo in una foiba piatta e desolata.

Senza vie di scampo atte a salvare il bello e la grande bellezza, ormai luoghi marginali e abbandonati, ove potersi depurare da un sistema degenerato, che induce al consumismo di massa e al narcisismo egoistico, viziata lussuria.

Servono uomini e donne saggi, colti nelle leggi della natura e nei comportamenti umani imprevedibili, che sappiano essere più umani che rettori.

Vincenzo Calafiore

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