Cresce il numero delle vittime del devastante sisma: oltre 5.300 feriti, migliaia di sfollati e una vasta operazione di soccorso ancora in corso.
Il bilancio del devastante terremoto che ha colpito il Venezuela continua ad aggravarsi. Secondo gli ultimi dati ufficiali diffusi dalle autorità venezuelane, le vittime accertate sono salite a 1.719, mentre il numero dei feriti ha raggiunto quota 5.304. Le persone colpite direttamente dal sisma sono complessivamente 15.866.
Anche il bilancio che riguarda i cittadini italiani si è fatto più pesante. Il Ministero degli Affari Esteri italiano ha confermato la morte di 11 italiani. Restano inoltre 40 dispersi, mentre 4 connazionali sono rimasti feriti. Le autorità consolari hanno invece già rintracciato 29 cittadini italiani, proseguendo senza sosta le attività di verifica e assistenza alle famiglie coinvolte.
Sul fronte dei danni materiali, il terremoto ha provocato conseguenze gravissime. Il governo venezuelano riferisce che 855 edifici hanno riportato danni strutturali: 189 sono completamente crollati, mentre altri 666 risultano parzialmente collassati o gravemente compromessi, rendendo necessario l’evacuazione di migliaia di persone.
L’emergenza umanitaria resta estremamente complessa. Oltre 10.800 volontari sono impegnati nelle operazioni di soccorso, assistenza sanitaria e distribuzione di beni di prima necessità. Per ospitare gli sfollati sono stati allestiti 50 accampamenti provvisori tra Caracas e lo Stato di Miranda.
Secondo il più recente rapporto governativo, 75.238 famiglie hanno già ricevuto assistenza attraverso la distribuzione di acqua potabile, alimenti, medicinali e altri aiuti essenziali. Parallelamente proseguono gli interventi per il ripristino delle infrastrutture strategiche: nello Stato di La Guaira, l’area maggiormente colpita dal sisma, è stato ripristinato circa il 90% della rete elettrica.
Le squadre di soccorso continuano intanto a lavorare senza interruzioni tra le macerie nella speranza di individuare eventuali superstiti, mentre le autorità mantengono alta l’attenzione per possibili nuove scosse di assestamento e per la gestione di un’emergenza che resta tra le più gravi registrate nel Paese negli ultimi anni.
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