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Israele riconosce il genocidio armeno: svolta storica approvata all’unanimità dal governo

Il governo di Israele ha approvato all’unanimità il riconoscimento ufficiale del genocidio armeno, segnando una svolta storica nella politica estera e nella memoria internazionale. La decisione, attesa da decenni, è stata adottata nel corso del Consiglio dei ministri e rappresenta uno dei passaggi più significativi nei rapporti tra Gerusalemme e la comunità armena.

A dare l’annuncio è stato il ministro degli Esteri Gideon Sa’ar, che ha definito il voto dell’esecutivo un atto di giustizia storica.

“Non è mai troppo tardi per fare la cosa giusta”, ha dichiarato Sa’ar durante la riunione del governo.

Il ministro ha inoltre reso noto di aver ricevuto una lettera di ringraziamento da parte della Chiesa armena e della comunità armena di Gerusalemme, che hanno accolto con soddisfazione una decisione attesa per molti anni.

Il riconoscimento è stato sostenuto anche dal primo ministro Benjamin Netanyahu. L’esecutivo israeliano ha sottolineato che la scelta si basa sul riconoscimento di una tragedia storica già accettata da numerosi Paesi, ricordando anche la decisione assunta dagli Stati Uniti durante la presidenza di Joe Biden.

Nuove tensioni con la Turchia

La decisione è destinata ad aggravare ulteriormente i rapporti tra Israele e Turchia. Ankara continua infatti a respingere la definizione di “genocidio” per i massacri subiti dagli armeni nell’Impero ottomano durante la Prima guerra mondiale.

Il presidente turco Recep Tayyip Erdoğan non ha risposto direttamente alla decisione israeliana, ma intervenendo a un evento del suo partito ha rilanciato le accuse contro Israele.

“A Gaza è stato commesso un genocidio. Senza dubbio, ne chiederemo loro conto”, ha affermato Erdoğan, tornando a denunciare le operazioni militari israeliane nella Striscia.

La replica di Ankara

La reazione ufficiale del Ministero degli Esteri turco è stata particolarmente dura. Ankara ha definito il riconoscimento israeliano una scelta esclusivamente politica, accusando il governo di Gerusalemme di voler distogliere l’attenzione dalle accuse internazionali relative alla guerra nella Striscia di Gaza.

Secondo il ministero, Israele starebbe cercando di “insabbiare i propri crimini” attraverso una decisione simbolica riguardante gli eventi del 1915, mentre resta sotto esame davanti alla Corte internazionale di giustizia per le accuse avanzate da alcuni Stati in merito al conflitto a Gaza.

Una scelta dal forte valore storico e diplomatico

Il riconoscimento del genocidio armeno rappresenta un passaggio di grande rilevanza sul piano internazionale. Per decenni Israele aveva evitato una posizione ufficiale, anche per non compromettere i delicati rapporti strategici con la Turchia.

La decisione dell’esecutivo guidato da Netanyahu modifica ora questo equilibrio e inserisce Israele tra i Paesi che riconoscono formalmente le uccisioni e le deportazioni di massa degli armeni del 1915 come genocidio, una definizione che Ankara continua a contestare.

La mossa potrebbe avere ripercussioni diplomatiche significative in una fase già caratterizzata da forti tensioni regionali e da rapporti sempre più difficili tra Israele e la leadership turca.

Redazione

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