Calabria

Don Francesco Cristofaro: “Ad Acquasalus ho trovato una famiglia che mi aiuta a continuare la mia missione”

Quattordici anni di percorso riabilitativo e umano: la testimonianza del sacerdote racconta l’importanza della fisioterapia continua e il valore dell’accoglienza nel Centro di Riabilitazione Acquasalus di Sellia Marina

Una storia di riabilitazione, costanza e fiducia che dura dal 2012. È quella di Don Francesco Cristofaro, sacerdote, scrittore e volto conosciuto nel panorama della comunicazione religiosa italiana, che ha scelto di condividere la propria esperienza all’interno del Centro di Riabilitazione Acquasalus di Sellia Marina, struttura che da oltre un decennio accompagna il suo percorso terapeutico.

Nel video-testimonianza, Don Francesco ripercorre alcune delle tappe più significative della sua vita, a partire dalla condizione con cui convive fin dalla nascita. “Sono nato con una paresi spastica alle gambe e convivo con questa disabilità da sempre”, racconta. Una situazione che rende indispensabili cure costanti e percorsi fisioterapici mirati per preservare la mobilità e migliorare la qualità della vita.

La sua storia riabilitativa ha conosciuto un momento particolarmente importante all’età di 18 anni, quando è stato sottoposto a due interventi di allungamento dei tendini. Dopo la prima fase di recupero, tuttavia, il percorso fisioterapico si era interrotto. Una scelta che, come lui stesso spiega, derivava anche dalla mancanza di informazioni sull’importanza di proseguire la terapia nel tempo.

La svolta è arrivata grazie all’incontro con la dottoressa Anna Colao, professionista del centro, che gli ha illustrato la necessità di non interrompere la fisioterapia e di considerarla come parte integrante della gestione della propria condizione. Successivamente, la visita con il dottor Roberto Colao ha segnato l’inizio di un nuovo percorso terapeutico che continua ancora oggi.

Tra le esperienze che Don Francesco ricorda con maggiore gratitudine vi è il lavoro svolto nella piscina riabilitativa della struttura. Proprio nell’acqua ha iniziato i suoi primi trattamenti specifici. “Non avevo mai fatto esercizi in acqua”, racconta, sottolineando come quella metodologia abbia rappresentato una scoperta fondamentale per il suo benessere.

La terapia in piscina gli ha consentito di recuperare una maggiore libertà di movimento e di svolgere esercizi che, fuori dall’acqua, sarebbero stati molto più complessi. Un’esperienza che ha contribuito a migliorare la mobilità e a rafforzare la consapevolezza dell’importanza di una riabilitazione costante e personalizzata.

Ma nella testimonianza emerge soprattutto la dimensione umana del rapporto costruito negli anni con il personale della struttura. Don Francesco descrive Acquasalus non soltanto come un centro sanitario altamente qualificato, ma come una vera e propria famiglia.

“Per me Acquasalus è diventata una grande famiglia, non solo di professionisti ma anche di persone che ci mettono il cuore”, afferma. Parole che evidenziano quanto il fattore umano possa incidere positivamente sul percorso di chi affronta quotidianamente una disabilità o una patologia che richiede assistenza continuativa.

Accoglienza, vicinanza e attenzione alla persona sono gli aspetti che il sacerdote indica come elementi distintivi della sua esperienza. Ogni seduta, spiega, è caratterizzata da un clima di calore e disponibilità che va oltre la semplice prestazione sanitaria.

“Si vede prima il cuore e poi la professionalità”, sottolinea, evidenziando come l’eccellenza di una struttura non sia legata esclusivamente alle competenze tecniche, ma anche alla capacità di instaurare relazioni autentiche con i pazienti.

A distanza di oltre tredici anni dall’inizio del suo percorso presso il centro di Sellia Marina, Don Francesco continua a considerare la riabilitazione una componente essenziale della propria vita. Un supporto che gli consente non solo di affrontare le esigenze quotidiane legate alla sua condizione, ma anche di proseguire con energia il proprio ministero sacerdotale e le numerose attività di comunicazione e testimonianza che lo vedono impegnato in tutta Italia.

Nel suo messaggio finale, il sacerdote rivolge un pensiero di gratitudine a chi gli ha indicato questa realtà e un invito a tutte le persone che potrebbero aver bisogno di un percorso riabilitativo qualificato. “Qui troverete degli esperti, troverete dei professionisti, ma soprattutto troverete una famiglia, vi sentirete come a casa”.

Una testimonianza che racconta come la riabilitazione possa diventare molto più di un trattamento sanitario: un percorso condiviso fatto di competenza, fiducia e relazioni umane capaci di accompagnare una persona lungo il cammino della vita.

Redazione

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