Calabria – Uno dei momenti più teneri e virali sul Centrale del Foro Italico, prima della semifinale di tennis, il tempo si è fermato per qualche secondo. Tra gli applausi e le luci degli Internazionali di Roma, una piccola guerriera di Polistena, cittadina della provincia di Reggio Calabria, ha rubato il cuore di tutti. Si chiama Sofia. Ha il sorriso di chi sogna ancora, nonostante una battaglia troppo grande per una bambina della sua età. Da due anni combatte contro un mostro silenzioso nel reparto di Oncologia pediatrica del Bambino Gesù. Eppure, davanti a migliaia di persone, non aveva paura. Aspettava solo lui.
Quando Daniil Medvedev le ha teso la mano, Sofia l’ha rifiutata con la dolce ostinazione dei bambini che seguono il cuore, lei aspettava il suo campione. Poi è arivato lui, Jannik Sinner. Lei lo ha guardato come si guarda qualcuno capace di portare luce nei giorni più bui. Lui si è chinato con delicatezza, le ha preso la mano e l’ha accompagnata sulla terra rossa del Centrale come fosse la cosa più importante del mondo, come se fosse un gesto talmente naturale che si fa quando si accompagna un bimbo o bimba, con gli occhi pieni di gioia e i saltelli davanti al numero uno azzurro, hanno fatto rapidamente il giro del web, trasformando Sofia nella mascotte più simpatica del torneo .. un gesto che rimarrà scolpito nella memoria collettiva .. in quell’istante non esistevano classifiche, trofei o milioni di spettatori. C’erano soltanto una bambina calabrese che aimè lotta ogni giorno per vivere… e un campione che, senza dire una parola, le ha regalato un momento di felicità pura.
Sofia saltellava, sorrideva, faceva il segno della vittoria, e l’Italia intera si è ritrovata a sorridere con lei, ad emozionarsi con lei. A sperare con lei, perchè dietro quel volto pieno di luce ci sono dolori nascosti, genitori che ogni giorno trovano il coraggio di restare in piedi. Mani che curano, abbracci che sostengono e persone che scelgono di esserci davvero. Ed infatti il progetto “Tennis & Friends in Corsia” nasce proprio per questo: portare lo sport dove spesso manca il respiro della normalità, per ricordare a questi bambini che, anche dentro la battaglia più dura, esiste ancora spazio per i sogni.
E forse è proprio questo che rende immenso Jannik Sinner. Un uomo che non è solo talento, non solo vittorie. Ma che ha quella capacità rara di accorgersi del cuore degli altri. Perché i veri campioni non sono soltanto quelli che alzano coppe, sono quelli che riescono a far dimenticare il dolore a una bambina, anche solo per un minuto, e venerdì, sul rosso di Roma, Sofia non era una paziente, era semplicemente una bambina felice. Inizialmente i social si erano concentrati sul simpatico rifiuto al russo, ma nelle ore successive la vicenda ha assunto un significato completamente diverso, un significato che ha commosso il mondo intero. soprattutto dopo un lungo messaggio pubblicato su istagram dalla sorella della madre di Sofia, sulla difficile battaglia che la figlia sta affrontando da due anni. quella breve passeggiata sul Centrale di Roma diventa virale per la spontaneità di Sofia, per il suo sorriso, per i suoi saltelli e quel segno di vittoria, Sofia davanti a Sinner, resta oggi il simbolo della forza e del coraggio di una bambina che continua a sorridere nonostante tutto .. Rino Logiacco
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