Un lungo messaggio carico di emozione, memoria familiare e gratitudine. Così l’imprenditore Giacomo Curigliano ha voluto salutare pubblicamente la zia Agata, scomparsa nelle ultime ore, affidando ai social un ricordo intenso che attraversa generazioni, affetti e migliaia di chilometri di distanza.
“Zia Agata non c’è più”, scrive Curigliano all’inizio del suo messaggio, definendola “la nostra amata zia d’America”, figura centrale di una famiglia rimasta unita tra Italia e Stati Uniti grazie alla sua presenza costante e silenziosa.
Originaria di Pittsburgh, Agata aveva conosciuto il dolore molto presto, perdendo la madre da bambina. Un’esperienza che, come racconta il nipote, l’aveva resa un punto di riferimento per i fratelli e per tutta la famiglia. “La vita le chiese subito di essere qualcosa di più. E lei lo fu”, scrive Curigliano, ricordando la forza e la dedizione che hanno accompagnato tutta la sua esistenza.
Dopo il matrimonio con Pietro, fratello del padre dell’imprenditore, Agata costruì la propria vita negli Stati Uniti, dove crebbe i figli Jack e Vicky. Ma, nonostante l’oceano, non smise mai di mantenere vivo il legame con i parenti italiani a Maierato (Vibo Valentia). Una presenza discreta ma continua, fatta di viaggi, telefonate, partecipazione ai momenti più importanti della famiglia.
Nel ricordo pubblicato sui social emerge un dettaglio particolarmente significativo: nel 2013 Agata attraversò ancora una volta l’Atlantico insieme al marito Pietro per essere testimone di nozze di Giacomo Curigliano. “Non c’è gesto che racconti meglio chi era zia Agata di quello”, sottolinea l’imprenditore, spiegando come la donna non abbia mai fatto mancare il proprio affetto in occasione di matrimoni, battesimi e ricorrenze familiari.
Parole profonde vengono dedicate anche al rapporto che Agata aveva con i nonni di famiglia, Giacomo e Vittoria, descritti come figure amate e rispettate con “una pietà filiale che oggi quasi non si trova più”. Nel racconto di Curigliano, la zia rappresentava la custode di un legame familiare capace di resistere al tempo e alla distanza geografica.
Il messaggio si conclude con un ringraziamento commosso: “Grazie, zia. Per la tua forza di bambina diventata troppo presto grande. Per la moglie e la madre che sei stata. Per la zia che non ha mai smesso di amarci da lontano”.
Una testimonianza che in poche ore ha raccolto numerosi messaggi di vicinanza e cordoglio, trasformando il dolore privato in un tributo pubblico a una donna descritta come esempio di amore familiare, dedizione e presenza autentica.
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