Politica

Torino, violenze al Primo Maggio: antagonisti attaccano la polizia e deturpano la festa dei lavoratori

Doveva essere una giornata di rivendicazione civile e partecipazione democratica, si è trasformata in uno scenario di tensione e violenza. Il corteo del Primo Maggio nel capoluogo piemontese, che in mattinata aveva visto sfilare circa quindicimila persone promosse da Cgil, Cisl e Uil, è stato segnato nel primo pomeriggio da gravi disordini provocati da frange antagoniste che hanno infangato il significato della ricorrenza.

Intorno alle 12, uno spezzone dell’opposizione sociale – composto da autonomi, collettivi e attivisti di varie sigle – si è staccato dal corteo principale dirigendosi verso corso Regina Margherita, nei pressi dell’ex centro sociale Askatasuna, sgomberato nei mesi scorsi. Già nelle fasi precedenti, il clima appariva teso, con slogan provocatori e la presenza, in testa al corteo, di giovani armati di bastoni e aste di bandiera.

L’escalation è stata rapida. Gli antagonisti hanno tentato di sfondare il cordone delle forze dell’ordine schierate a presidio dell’area, colpendo gli agenti con bastoni, lanciando bottiglie di vetro e utilizzando spray contro gli scudi. Di fronte a un attacco diretto e organizzato, la polizia è intervenuta con cariche di alleggerimento, idranti e lancio di lacrimogeni per disperdere i manifestanti e ripristinare l’ordine.

Corso Regina Margherita è stato temporaneamente chiuso al traffico mentre i disordini si estendevano alle vie limitrofe del quartiere Vanchiglia. Un gruppo di manifestanti, molti dei quali a volto coperto, ha cercato ripetutamente di aggirare i reparti mobili per raggiungere il retro dell’ex centro sociale, dando vita a una vera e propria guerriglia urbana.

In un quadro segnato da violenze e tentativi di sfondamento, si è registrato anche un episodio isolato e simbolico: un piccolo gruppo di manifestanti si è seduto a terra davanti all’ingresso di Askatasuna, leggendo libri. Un gesto che tuttavia non cancella la gravità degli scontri che hanno dominato la scena.

La giornata, iniziata con parole d’ordine legate al lavoro dignitoso, alla lotta contro la precarietà e alle trasformazioni del mondo produttivo – inclusi i timori legati all’intelligenza artificiale – è stata così oscurata da azioni violente che nulla hanno a che vedere con il confronto democratico.

Dura la condanna per quanto accaduto: attaccare le forze dell’ordine e trasformare una manifestazione pacifica in un teatro di scontri rappresenta un’offesa non solo alle istituzioni, ma anche ai lavoratori e ai cittadini che il Primo Maggio intendono celebrarlo nel rispetto dei valori di legalità e partecipazione.

Le tensioni riaccendono il dibattito sulla gestione dell’ordine pubblico e sul ruolo delle frange radicali nei cortei, mentre resta alta l’attenzione delle autorità per evitare ulteriori episodi di violenza. Il bilancio definitivo degli scontri è in aggiornamento.

Redazione

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