Politica

Crisi Iran-USA: Araghchi lascia il Pakistan senza incontrare la delegazione americana

Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha lasciato il Pakistan senza aver incontrato i rappresentanti degli Stati Uniti, alimentando ulteriormente le tensioni diplomatiche in una fase già delicata dei negoziati internazionali sul Medio Oriente.

La notizia, riportata dall’emittente libanese Al-Mayadeen, arriva mentre diverse fonti indicano un progressivo irrigidimento delle posizioni tra Teheran e Washington. Secondo i media iraniani, infatti, l’Iran avrebbe deciso di non avviare alcun confronto con la delegazione americana composta da Steve Witkoff e Jared Kushner, almeno fino alla cessazione del blocco dello Stretto di Hormuz da parte del Comando Centrale statunitense.

Nel frattempo, Araghchi ha comunque svolto un incontro a Islamabad con il primo ministro pakistano Shahbaz Sharif, durante il quale avrebbe illustrato la posizione di principio di Teheran sugli sviluppi recenti e sulla necessità di una “fine definitiva” delle tensioni regionali. Sharif, secondo quanto riferito, avrebbe espresso fiducia nella prosecuzione del processo negoziale.

La situazione resta comunque fluida. Axios riferisce che il capo della diplomazia iraniana avrebbe in programma ulteriori tappe tra Oman e Russia, con la possibilità di un ritorno in Pakistan nei prossimi giorni proprio per eventuali nuovi contatti con la delegazione americana. Tuttavia, al momento, non vi è alcun segnale concreto di avanzamento nei colloqui.

A complicare ulteriormente il quadro, secondo fonti internazionali, Witkoff e Kushner si troverebbero ancora negli Stati Uniti, mentre le prospettive di un secondo round negoziale appaiono sempre più incerte.

Sul piano regionale, cresce anche la tensione militare: l’Idf ha reso noto che due razzi sono stati lanciati dal Libano verso il nord di Israele, con un intercetto riuscito e nessun ferito. Israele ha attribuito l’attacco a Hezbollah, definendolo una violazione del cessate il fuoco.

In questo contesto, il presidente francese Emmanuel Macron ha rilanciato l’appello alla stabilizzazione dell’area e alla riapertura dello Stretto di Hormuz, sottolineando l’urgenza di evitare scenari di crisi energetica globale.

Redazione

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