Il destino dell’Italia verso il Mondiale 2026 si gioca altrove, e soprattutto contro il tempo. Il 30 aprile, a Vancouver, la FIFA ratificherà ufficialmente l’elenco delle 48 nazionali partecipanti alla Coppa del Mondo che si disputerà tra Stati Uniti, Canada e Messico. È quella la data chiave: entro allora dovrà essere chiarita definitivamente anche la posizione dell’Iran.
Il punto centrale della vicenda riguarda infatti la possibile partecipazione della nazionale iraniana, qualificata sul campo ma al centro di tensioni internazionali legate al conflitto in corso e ai rapporti con gli Stati Uniti. Nonostante le difficoltà logistiche e diplomatiche — tra cui l’organizzazione degli allenamenti in Arizona e le partite previste tra Los Angeles e Seattle — da Teheran è arrivata una posizione netta: la squadra è pronta a partecipare e lo farà con determinazione.
In questo contesto si è inserita la proposta, già circolata nei mesi scorsi, rilanciata da Paolo Zampolli, figura vicina al presidente americano Donald Trump. L’ipotesi evocata è quella di un eventuale ripescaggio dell’Italia nel caso in cui l’Iran dovesse rinunciare o essere escluso. Una possibilità che, tuttavia, resta al momento estremamente improbabile.
Il regolamento FIFA parla chiaro: in caso di rinuncia di una squadra, la decisione sulla sostituzione spetta esclusivamente all’organismo internazionale, senza automatismi o criteri prestabiliti. Non esiste dunque un “ripescaggio diretto” basato sul ranking o su altre classificazioni. Inoltre, per mantenere gli equilibri tra le confederazioni, un’eventuale sostituzione dell’Iran — appartenente all’area asiatica — dovrebbe con ogni probabilità arrivare dalla stessa confederazione, rendendo ancora più distante l’ipotesi di un inserimento dell’Italia.
Dall’Italia, intanto, sono arrivate prese di posizione chiare. Il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti ha espresso una netta contrarietà all’idea, mentre il ministro per lo Sport Andrea Abodi ha sottolineato come la qualificazione a un Mondiale debba essere conquistata sul campo.
Anche dalla FIFA non sono giunti segnali di apertura: nessun commento ufficiale sulla proposta, ma negli ambienti del calcio internazionale si ribadisce la volontà di rispettare i criteri sportivi e regolamentari già stabiliti.
Il conto alla rovescia è quindi iniziato. Il 30 aprile rappresenta lo spartiacque: sarà quella la data in cui si saprà con certezza se l’Iran prenderà parte al torneo o se si aprirà uno scenario alternativo. In ogni caso, l’eventuale coinvolgimento dell’Italia resta, allo stato attuale, una possibilità residuale. Il Mondiale 2026 è ormai alle porte, e le decisioni finali saranno prese nel perimetro delle regole e degli equilibri internazionali del calcio.
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