Un soldato francese impegnato nella missione di pace delle Nazioni Unite in Libano è stato ucciso nel sud del Paese durante un attacco armato contro il contingente UNIFIL. La vittima è il sergente capo Florian Montorio, militare del 17° reggimento del genio paracadutista di Montauban, rimasto ucciso mentre era in operazione sul terreno. Altri tre militari francesi sono rimasti feriti.
A renderlo noto è stato il presidente francese Emmanuel Macron, che ha attribuito la responsabilità dell’attacco al gruppo armato Hezbollah, chiedendo alle autorità libanesi di intervenire immediatamente per individuare e arrestare i responsabili. “La Nazione si inchina in segno di rispetto ed esprime il suo sostegno alle famiglie dei nostri soldati e a tutto il personale militare impegnato per la pace in Libano”, ha scritto Macron su X.
Secondo la ricostruzione diffusa dall’Eliseo, l’attacco è avvenuto nel sud del Libano durante un’operazione UNIFIL finalizzata ad aprire un passaggio verso una postazione isolata da diversi giorni a causa dei combattimenti in corso nell’area. È in questo contesto che il militare francese sarebbe stato colpito da un’imboscata a distanza ravvicinata, riportando una ferita mortale causata da un’arma leggera.
Nonostante l’intervento immediato dei commilitoni, che hanno tentato di soccorrerlo sotto il fuoco nemico, il sergente Montorio non è sopravvissuto. I tre militari feriti sono stati evacuati per ricevere cure mediche.
Anche la ministra della Difesa francese Catherine Vautrin ha confermato la dinamica dell’attacco, sottolineando che il soldato stava operando in un’area particolarmente instabile. “È caduto per la Francia nella regione di Deir-Kifa”, ha dichiarato, spiegando che il contingente era impegnato nel tentativo di raggiungere una posizione UNIFIL isolata.
Vautrin ha ricordato che il militare prestava servizio da 18 anni nell’esercito francese, impegnato in numerose missioni internazionali. “Ha servito il suo Paese con forza e determinazione, per la pace e contro il terrorismo”, ha affermato, esprimendo cordoglio alla famiglia, alla compagna, ai figli e ai colleghi. “La Francia non dimenticherà il suo sacrificio”, ha aggiunto.
La vicenda ha immediatamente acceso anche il dibattito politico e diplomatico. Macron ha chiesto alle autorità libanesi di “assumersi le proprie responsabilità al fianco dell’UNIFIL” e di garantire che i responsabili dell’attacco vengano assicurati alla giustizia.
Dal Libano, il primo ministro Nawaf Salam ha condannato l’attacco contro il contingente francese e ha annunciato l’apertura di un’indagine urgente per chiarire quanto accaduto, ribadendo l’impegno del governo a garantire la sicurezza delle forze internazionali presenti nel Paese.
L’episodio avviene in un contesto già estremamente delicato nel sud del Libano, dove le tensioni tra gruppi armati e forze internazionali si sono intensificate nelle ultime settimane, rendendo sempre più rischiose le operazioni di UNIFIL nelle aree di confine.
La missione delle Nazioni Unite, attiva da decenni nella regione, si trova ora a fronteggiare una nuova fase di instabilità, mentre la morte del sergente Montorio riporta al centro dell’attenzione internazionale la fragilità della situazione sul terreno e il crescente livello di rischio per i caschi blu impegnati nelle operazioni di pace.
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