Oscar 2026, trionfa “Una battaglia dopo l’altra”: sei statuette al film di Paul Thomas Anderson
La 98ª edizione degli Academy Awards incorona Una battaglia dopo l’altra, il nuovo lavoro di Paul Thomas Anderson, come miglior film del 2025. La pellicola ha dominato la notte degli Oscar al Dolby Theatre di Los Angeles, conquistando sei statuette e superando l’altra grande favorita della vigilia, Sinners – I peccatori di Ryan Coogler.
Il film di Anderson, una commedia drammatica che racconta il destino di un gruppo di ex rivoluzionari alle prese con le conseguenze del loro passato, ha vinto anche per la miglior regia, la sceneggiatura non originale, il montaggio, il casting – premio assegnato per la prima volta nella storia degli Oscar – e per il miglior attore non protagonista a Sean Penn, che non era presente alla cerimonia. Secondo alcune indiscrezioni, l’attore si troverebbe in Ucraina.
Per Anderson, già autore di film cult come Magnolia e Licorice Pizza, si tratta della prima statuetta dopo ben undici nomination accumulate negli anni.
La sorpresa della serata è arrivata nella categoria maschile: Michael B. Jordan ha conquistato l’Oscar come miglior attore protagonista per Sinners – I peccatori, superando il favorito Timothée Chalamet.
Per la miglior attrice protagonista, invece, il premio è andato senza sorprese all’irlandese Jessie Buckley per Hamnet, mentre Amy Madigan ha vinto come miglior attrice non protagonista per Weapons.
Nonostante la sconfitta come miglior film, Sinners – I peccatori – saga sui vampiri ambientata nel sud segregazionista degli Stati Uniti – ha comunque raccolto importanti premi: oltre all’Oscar a Michael B. Jordan, ha vinto per la miglior sceneggiatura originale, la colonna sonora del compositore svedese Ludwig Göransson e la fotografia di Autumn Durald Arkapaw, prima donna di colore a trionfare in una categoria storicamente dominata dagli uomini.
I due film protagonisti della stagione hanno avuto anche un grande successo commerciale: “Una battaglia dopo l’altra” ha incassato circa 209 milioni di dollari nel mondo, mentre “Sinners” ha raggiunto i 370 milioni. Entrambi sono usciti dagli studi Warner Bros., nel pieno delle grandi manovre industriali legate all’operazione da 111 miliardi di dollari che coinvolge Paramount Global e Skydance Media.
Le due pellicole hanno intercettato il clima culturale e politico del momento, tra polarizzazione, nuove guerre identitarie e tensioni globali. Eppure, durante la cerimonia, la politica è rimasta sullo sfondo. Il conduttore Conan O’Brien ha preferito scherzare sull’intelligenza artificiale a Hollywood definendosi «l’ultimo presentatore umano degli Academy Awards».
Per l’Italia non è stata una notte memorabile: dopo l’esclusione del film Familia, l’unica soddisfazione è arrivata indirettamente con la vittoria del corto live action Two People Exchanging Saliva, coprodotto dall’italiana Valentina Merli.
C’era attesa anche per le nove nomination del film norvegese Sentimental Value di Joachim Trier, che alla fine ha conquistato soltanto l’Oscar come miglior film internazionale.
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