di Paolo Fedele *
Ci sono persone che, con la coerenza dei gesti quotidiani, diventano figure storiche di una comunità. Luigi Papandrea è una di queste.
Figlio di una famiglia storica di Vibo Marina, quando questo luogo portava ancora il nome di Porto Santa Venere, Luigi rappresenta una memoria viva e operante del territorio. La sua vita si è intrecciata in modo profondo e costante con quella della società civile ed ecclesiastica di Vibo Marina, diventandone uno dei riferimenti più autentici.
La sua manità, concreta e generosa, lo ha visto sempre vicino alla parrocchia e all’ambiente ecclesiastico. È stato una figura cardine della comunità parrocchiale, presente nella quotidianità, nelle feste religiose e nei momenti più delicati, offrendo tempo, ascolto e servizio.
Figura storica e precursore della vita comunitaria di Vibo Marina, Luigi Papandrea è stato, insieme a Gianni Lo Turco, Pino Pappaletto e Sarina Marcellino, tra coloro che non solo hanno creduto nell’oratorio, ma hanno creduto profondamente in un ambiente aperto, chiaro, fondato sulla socialità e sull’incontro. Una visione che ha trasformato l’oratorio in una vera fucina di legalità, dalla quale sono passati tanti giovani, imparando il valore del rispetto, della condivisione e dell’essere comunità.
In quella stessa visione, condivisa insieme a Don Cantore, hanno creduto con forza che Vibo Marina potesse avere una Chiesa nuova, non come semplice struttura, ma come sogno collettivo capace di dare identità e futuro alla comunità. Un sogno che, grazie all’impegno concreto e alla perseveranza, è diventato realtà con l’erezione della nuova Chiesa.
Luigi ha contribuito fattivamente a questo percorso, camminando accanto ai pastori che nel tempo hanno guidato la comunità: Monsignor Costa, Don Domenico Ventori, Don Saverio, e oggi Don Enzo Varone, offrendo sempre sostegno, presenza e dedizione.
Il suo impegno si è espresso anche attraverso la Caritas, dove ha operato insieme alle suore del vecchio asilo, Suor Pompea e Suor Giovanna Rosa, restando accanto ai più bisognosi con discrezione, rispetto e autentica carità.
Anche nel suo lavoro come dipendente dell’Ospedale di Vibo Valentia, Luigi Papandrea ha continuato a essere vicino ai più fragili, dimostrando che la cura è prima di tutto attenzione alla persona.
Ancora oggi Luigi frequenta l’ambiente parrocchiale ed è accanto alla comunità con la sua sagacia, la sua simpatia sincera e una voglia di donare che il tempo non ha scalfito.
Ho voluto fortemente sollevare questo pensiero perché sono stato, sono e sarò sempre amico di Luigi Papandrea. Ho vissuto in prima persona il suo cammino, l’ho seguito e ammirato, e sento il dovere di condividere questa testimonianza.
Credo che Vibo Marina, guardando al 2026 e a un futuro migliore, debba tornare a riconoscere e a guardare a figure come la sua: persone che hanno saputo credere nei luoghi, nelle relazioni, nei sogni comuni, fino a renderli realtà.
Perché il futuro di una comunità nasce dalla socialità, dalla chiarezza e dall’esempio di chi ha costruito con amore.
E Luigi Papandrea resta una di queste radici profonde, da cui continuare a crescere.
* Riceviamo e pubblichiamo
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