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Trump parla alla Nazione: “Ho ereditato un disastro, lo sto aggiustando”

“Ho ereditato un disastro, ma sto sistemando le cose”. È questo il messaggio centrale del discorso pronunciato ieri sera in diretta televisiva dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump. Il tycoon ha annunciato il “blocco totale e completo” delle petroliere in arrivo o in partenza dal Venezuela.

Nel discorso, il presidente ha attribuito le responsabilità delle difficoltà attuali all’amministrazione precedente. “La colpa è dei democratici, non dei repubblicani”, ha affermato, chiamando in causa direttamente Joe Biden.

Trump ha respinto l’idea di una crisi del costo della vita, sostenendo che “i prezzi stanno scendendo rapidamente” e che “i salari crescono più velocemente dell’inflazione”. Ha ribadito la centralità dei dazi, definendoli ancora una volta “la mia parola preferita”, e rivendicato investimenti per 18.000 miliardi di dollari attratti negli Stati Uniti grazie alla sua politica commerciale.

Guardando al futuro, il presidente ha promesso un boom economico senza precedenti, destinato a manifestarsi nel 2026, anno del 250° anniversario dell’Indipendenza americana. “Non potrebbe esserci tributo più appropriato – ha detto – che completare la rimonta americana iniziata appena un anno fa”.

Nel corso dell’intervento ha anche annunciato l’invio, prima di Natale, di un assegno straordinario da 1.776 dollari a quasi un milione e mezzo di militari, definito “warrior dividend”, in riferimento all’anno di fondazione degli Stati Uniti.

Trump ha concluso il discorso con un messaggio fortemente identitario: “L’America è tornata ed è più forte che mai. Siamo rispettati in tutto il mondo come non lo siamo mai stati prima”.

La scommessa politica del presidente si gioca ora su due fronti: convincere gli americani, nel breve periodo, ad avere pazienza e a condividere la sua lettura delle difficoltà attuali; e fare in modo che la crescita promessa si concretizzi prima delle elezioni di midterm del prossimo anno. In caso contrario, il rischio è che l’elettorato scelga ancora una volta di voltare pagina.

Redazione

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