Il giornalista Mimmo Muolo ha espresso ieri su Facebook un giudizio molto severo sulla fiction di Raiuno Un professore. Secondo Muolo, la serie rappresenterebbe “uno dei prodotti narrativi peggiori che abbia mai visto” e veicolerebbe un “indottrinamento woke allo stato puro”.
Nel suo post, Muolo critica in particolare il personaggio principale, definito “patetico” per il tentativo di conciliare tutto e il contrario di tutto, e sottolinea come la serie dia ampio spazio al tema dell’amore libero, interpretato prevalentemente come promiscuità sessuale: “Vai a letto con chi ti pare. È tutto permesso, purché sia fatto tra consenzienti”, scrive.
Il giornalista denuncia inoltre un presunto effetto diseducativo della serie: “L’educazione sessuale a scuola? Non ce n’è bisogno. Ci pensa la tivù. Più (dis)educazione sessuale di così”, afferma, sollevando anche interrogativi sui legami tra rappresentazioni di sesso libero nei media e casi di cronaca nera.
Infine, Muolo conclude con una nota ironica e provocatoria, paragonando il rischio della fiction alla minaccia di movimenti estremisti: “Tanto il pericolo vero è il fascismo di Passaggio al bosco”.
La dichiarazione ha già suscitato dibattito tra utenti e appassionati di televisione, alimentando la discussione sul ruolo della fiction e dei media nella formazione dei giovani e della società.
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