Friuli Venezia Giulia

Una malattia morale ci annienta

L’ulteriore grave crescita dei più diversi fenomeni di violenza, femminicidio, baby gang, spaccio, prostituzione online e case private, borseggiatrici, sono il frutto di una malattia morale che da anni affligge sempre più, l’Italia.

Il cinismo e la spregiudicatezza sempre crescenti, il pragmatismo senza principi, il finto perbenismo, la sfrontatezza politica e il non avere ideali alti, valori etici, il non credere in nulla, il cercare un illusorio rifugio nell’alcool e nelle droghe. Sono le frequenti premesse della violenza che cresce nelle varie forme che sempre più spesso arrivano all’assassinio; ma che ordinariamente si esprimono nel disprezzo dei valori umani altrui, delle istituzioni, nella sottovalutazione di qualsiasi principio morale, nella carenza di rispetto verso ciò che è estraneo , nella stessa violenza verbale in televisione, per non parlare della violenza quotidiana, anarchia delle strade, dei quartieri, delle periferie, dove sempre più si manifesta e sempre più manca il rispetto per le regole e per gli altri.

Il degrado di valori è cresciuto enormemente dopo che, con la caduta delle ideologie totalitarie del Novecento, è stata confusa la fine delle ideologie totalitarie con gli ideali democratici e le culture civili dell’Occidente che avevano osteggiato i totalitarismi.

Senza alti ideali e con pochi valori morali cresce la malattia morale che produce superficialità, cinismo e violenza che sono affatto contrastati dalle pubbliche autorità.

La ricerca di valori religiosi e le iniziative di volontariato, da sole, non bastano, non sono sufficienti.

Per sconfiggere questa malattia morale non bastano le leggi e non ne occorrono altre, soprattutto quando vengono saltuariamente applicate, quando non c’è la certezza del diritto e della pena.

Ciò che manca è innanzi tutto la cultura delle regole e dei valori morali che sono insiti in uno Stato costituzionale di diritto.

Ma in Italia, da decenni, non si insegna nemmeno la Costituzione, non se ne fanno conoscere i principi fondamentali: l’educazione civica è scomparsa.

Occorre essere consapevoli di questa terribile spirale per affrontarla davvero e non con parole di circostanza, ma con i fatti, con gli interventi mirati.

Occorre ricostruire una profonda consapevolezza delle responsabilità e degli inscindibili doveri e diritti di ognuno.

E’ indispensabile costruire lo Stato di diritto e inserire nei percorsi scolastici e formativi di ogni livello l’educazione al civismo, ai doveri e diritti di cittadinanza.

Senza queste premesse la malattia morale di cui soffre l’Italia si allargherà a macchia d’olio, come una piaga infetta.

Vincenzo Calafiore

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