Napoli, città dal cuore caldo e dal clima mite per gran parte dell’anno, sa sorprendere quando l’inverno si affaccia con i suoi spifferi taglienti e le folate improvvise. Sebbene il freddo qui non raggiunga le temperature rigide del Nord, l’umidità partenopea riesce a insinuarsi nelle ossa come un vecchio nemico che bussa senza preavviso. Ed è proprio in questi momenti che entrano in gioco due accessori tanto semplici quanto indispensabili: sciarpa e cappello.
Non è solo una questione di necessità, ma anche di tradizione. Il popolo napoletano ha fatto della lotta al freddo un’arte fatta di detti popolari, scelte sagge e una buona dose di ironia. “Sciarpa e capiello, e ‘o friddo va all’inferno”, dice un proverbio locale, a voler sottolineare che con il giusto equipaggiamento, anche l’inverno più ostinato può essere tenuto a bada. In effetti, la sciarpa non è solo un pezzo di stoffa, ma un alleato prezioso che protegge la gola, punto debole per eccellenza. Il cappello, dal canto suo, è il guardiano del calore corporeo, visto che, come ricorda la nonna napoletana, “’a capa se sfridda primma ‘e tutt’o resto”.
Per i napoletani, però, coprirsi non significa rinunciare all’eleganza. La sciarpa, lunga e avvolgente, può essere portata in mille modi diversi, dal nodo semplice al drappeggio sofisticato, spesso con colori vivaci che contrastano con il grigiore invernale. Il cappello, invece, è una dichiarazione di stile: c’è chi preferisce il classico basco, chi opta per il berretto di lana con pompon e chi osa con il fedora in feltro, perfetto per chi ama un tocco retrò. E guai a dimenticare i guanti, “pecché ‘e mmane fridde nun ponno cchiù fà ‘o caffè”, come si dice scherzando tra i vicoli dei Quartieri Spagnoli.
Il freddo a Napoli è un’occasione per riscoprire piccoli piaceri. Il vapore che sale da una tazza di caffè, i cornetti caldi all’alba, la scusa per una zuppa di legumi bollente o per un bicchiere di vino rosso condiviso in compagnia. Anche la moda si adatta: cappotti lunghi, mantelle di lana, stivali foderati. Ma al centro di tutto restano loro, sciarpa e cappello, compagni inseparabili di chi affronta il freddo con filosofia e un pizzico di teatralità.
E così, passeggiando per via Toledo o sul lungomare di Mergellina in una giornata ventosa, si può facilmente riconoscere il napoletano doc: avvolto nella sua sciarpa, con il cappello calato sugli occhi e magari con un sorriso stampato in volto, pronto a lanciare una battuta: “Si nun tieni ‘a sciarpa, te vene ‘a malatia ‘e mammà!”
Perché a Napoli, anche il freddo si combatte con il calore umano e un tocco di poesia quotidiana.
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