Un’accoglienza straordinaria ha salutato l’arrivo di Papa Leone XIV a Tor Vergata, dove nella serata di sabato è cominciata la veglia di preghiera del Giubileo dei Giovani 2025. Già prima dell’inizio, si contavano oltre 800.000 presenze, secondo quanto riferito da Agostino Miozzo, coordinatore dell’accoglienza. Numeri destinati a superare il milione, in quella che si preannuncia come una delle più grandi adunanze giovanili della storia della Chiesa.
Il Pontefice è giunto in elicottero per poi scendere a piedi dalla papamobile, portando personalmente la croce del Giubileo, accompagnato da 200 giovani. Sul palco-altare ha accolto le domande dei ragazzi provenienti da tutto il mondo, affrontando con sincerità e profondità i temi dell’amicizia, dei social network e del ruolo della fede nella vita contemporanea.
Ad una ragazza messicana che ha chiesto del valore dell’amicizia nell’era digitale, il Papa ha risposto in spagnolo e italiano: “L’amicizia può cambiare il mondo, può essere una strada per la pace”. Ha poi sottolineato che “vivere senza fede, senza una lotta per la verità, non è vivere, ma vivacchiare”.
“Scegliere è un atto umano fondamentale”, ha detto Papa Leone XIV parlando dell’importanza di fare scelte consapevoli. “Non si tratta solo di scegliere qualcosa, ma di scegliere chi vogliamo diventare”. E ha aggiunto: “Il matrimonio, l’ordine sacro, la consacrazione: scelte che danno senso alla vita e ci rendono felici perché ci trasformano a immagine dell’Amore perfetto”.
Interrogato sull’influenza dei social network, il Pontefice ha definito internet uno strumento ambivalente: “Opportunità straordinaria di incontro, ma anche luogo di relazioni instabili, dominate dalla logica del consumo”. Ha citato Papa Francesco e messo in guardia contro l’algoritmizzazione delle scelte umane: “Quando lo strumento domina sull’uomo, l’uomo diventa strumento di mercato”.
Non sono mancati momenti di grande commozione. Il Papa ha invitato a pregare per due giovani pellegrine decedute: Maria, spagnola, e Pascale Rafic, egiziana di 18 anni, morta per un arresto cardiaco mentre tornava da Roma ad Artena. Pascale, cardiopatica, aveva già avuto un malore nella mattina di venerdì. Il Papa ha incontrato in Vaticano alcuni suoi amici e ha espresso il suo “profondo dolore”, ricordando che “per chi ha fede, la morte non è la fine di tutto”.
È stato anche citato un terzo giovane, Ignazio Goncalves, spagnolo, attualmente ricoverato all’ospedale Bambino Gesù, per il quale il Pontefice ha chiesto preghiere.
Nel suo appello finale, Leone XIV ha incoraggiato i giovani: “Cercate la giustizia, rinnovando il modo di vivere per costruire un mondo più umano. Servite i poveri, siate missionari del Vangelo, testimoni di giustizia, pace e speranza”.
“Studiate, lavorate, amate secondo lo stile di Gesù – ha aggiunto – il maestro buono che cammina sempre al nostro fianco”.
L’imponente raduno è stato garantito da un vasto dispositivo di sicurezza predisposto dalla Questura di Roma: oltre 300 telecamere, vaporizzatori anti-caldo, maxi ledwall e migliaia di agenti presenti sul campo. Particolare attenzione è stata riservata anche alle linee metropolitane A e C, nodi cruciali per il deflusso dei partecipanti.
Durante il passaggio del Papa tra i fedeli, una ragazza ha avuto un malore a causa del caldo. I soccorsi sono intervenuti prontamente e le sue condizioni, secondo fonti ufficiali, non sarebbero critiche.
L’incontro proseguirà con la celebrazione eucaristica e nuovi appuntamenti nei prossimi giorni del Giubileo. Ma la veglia di Tor Vergata rimarrà nella memoria collettiva come un momento intenso di spiritualità, partecipazione e futuro.
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