La Juventus saluta il Mondiale per club agli ottavi di finale, ma lo fa a testa alta, incassando l’eliminazione senza sbandare contro un Real Madrid di un altro livello tecnico e con una rosa costellata di fuoriclasse. Alla vigilia si temeva una goleada, molti davano i bianconeri già spacciati: invece è arrivata una sconfitta di misura (1-0) che racconta di una squadra capace di sorprendere, almeno per un tempo, e di uscire dal palcoscenico mondiale con dignità.
Il primo tempo, giocato con compattezza e coraggio, ha spiazzato le attese: la Juventus ha saputo contenere l’arsenale blanco, rintuzzare le folate di Vinicius e soci, togliere profondità e ribaltare l’inerzia, costruendo anche occasioni interessanti. Come al 7’, quando il giovane Yildiz, protagonista assoluto della serata juventina, ha saltato mezzo centrocampo madridista per poi servire a Kolo Muani un pallone che il francese ha spedito alto sopra la traversa. Dieci minuti di grande Juve, con pressing alto, transizioni veloci e idee chiare. E ancora Yildiz, Cambiaso e la zuccata di Chico hanno fatto sognare, ma senza trovare il gol.
Nel cuore del primo tempo è venuta fuori la superiorità tecnica del Real, con Valverde, Bellingham e Vinicius a cercare la porta difesa da un monumentale Michele Di Gregorio, protagonista di almeno tre interventi decisivi, da portiere di hockey, che hanno tenuto in vita i suoi fino all’intervallo. Il possesso palla spagnolo (57%) ha nascosto un equilibrio reale durato 50 minuti.
Poi, nella ripresa, la Juventus si è spenta. Sul piano fisico e mentale. Il Real ha alzato i giri, e alla quarta occasione ha trovato il vantaggio: minuto 56, cross perfetto di Alexander-Arnold e deviazione aerea di Gonzalo Garcia, al primo vero squillo del suo match. Una rete semplice nella costruzione, figlia della differenza di qualità tra le due squadre. Da lì in poi, il Real ha gestito e continuato a premere, ma senza infierire.
Sugli spalti il pubblico ha invocato Kylian Mbappé già all’intervallo: il fuoriclasse francese ha fatto il suo ingresso solo nella seconda metà del secondo tempo, quando il match era ormai instradato.
Nonostante la sconfitta, la Juventus può ripartire da alcuni segnali incoraggianti: la personalità dei giovani, su tutti Yildiz (voto 7), la solidità di Di Gregorio (8) e una tenuta difensiva che, contro certi avversari, non è mai scontata. Kolo Muani delude (5,5), Thuram alterna fiammate a cali (6), ma nel complesso Madama ha evitato la figuraccia che molti temevano.
Il Real vola ai quarti. La Juve torna a casa, ma con l’onore salvo. E forse qualcosa su cui costruire.
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