Il 17 giugno 2025 non sarà una semplice data elettorale per l’Università degli Studi di Perugia, ma il punto di svolta che metterà fine a una delle stagioni più tese e divisive nella storia recente dell’Ateneo. Una campagna elettorale combattuta, a tratti aspra, consumata tanto a mezzo stampa quanto sui social. Un confronto acceso, forse segnato da eccessi figli della trance agonistica, che ora è giunto al capolinea. E che si spera venga presto archiviato.
Il primo turno delle elezioni ha parlato chiaro: Massimiliano Marianelli ha raccolto una sintesi ampia e trasversale delle anime dell’ateneo, conquistando consensi in virtù della sua trasparenza, della capacità di fare sintesi, di unire anziché dividere. Una guida, come lui stesso ha più volte ribadito, si fonda sull’autorevolezza e non sull’autorità. Il distacco tra lui e gli altri candidati è stato netto.
Alle sue spalle, Daniele Porena e Luca Gammaitoni si sono contesi fino all’ultima scheda la seconda posizione. Gammaitoni ha poi deciso di sostenere apertamente Marianelli, riconoscendo la portata storica del momento e la chiara volontà espressa dalla comunità accademica. I numeri parlano: oltre 700 voti sui circa 1.300 “in palio” sono “concentrati” attorno a Marianelli e Gammaitoni — e potrebbero essere persino di più, considerando che anche i quarti e quinti classificati, pur senza endorsement ufficiali, sembrano vicini a Marianelli.
Oggi è giunta la dichiarazione di Daniele Porena: ha ammesso di aver riflettuto a lungo sulla possibilità di ritirarsi, ma ha scelto di proseguire, pur in un quadro che sembra ormai delineato. Un gesto che appare più simbolico che competitivo, ma che restituisce dignità a un confronto che negli ultimi giorni si è finalmente disteso nei toni.
Il 17 giugno ci si attende un’alta affluenza. Che sia o meno un plebiscito, quel che è certo è che quel giorno si chiuderà una fase segnata da tensioni e divisioni. Marianelli, già ribattezzato “il pontiere” per il suo stile sobrio e pacato, non ha mai ceduto alla tentazione della reazione, nemmeno quando veniva considerato una comparsa nella corsa al Rettorato. Ha mantenuto la rotta anche dopo il successo del 4 giugno, senza cedere all’autocompiacimento, ma rilanciando invece un messaggio di apertura e collaborazione.
Ha lasciato aperte le porte non solo a Gammaitoni, ma a tutte le sensibilità che intendono contribuire alla costruzione di un Ateneo unito, consapevole della propria responsabilità sociale. Non una lotta tra fazioni – rossi contro neri, verdi contro gialli – ma un’unione di voci per il bene collettivo.
L’auspicio condiviso da molti è che Marianelli, ormai Rettore in pectore, mantenga la promessa di ascoltare tutti, anche chi finora è rimasto ai margini, per garantire pari opportunità e diritti a ogni componente della comunità universitaria.
Un gesto costruttivo è giunto da Porena, che nel suo ultimo appello ha disteso i toni, rinnovando la stima verso Marianelli e Gammaitoni. Un segnale distensivo importante, che conferma il clima di maggiore serenità.
Chi conosce Marianelli lo descrive come una figura inclusiva: nei prossimi sei anni, non servirà “bussare” per entrare nel suo Rettorato. Basterà portare idee, proposte, visioni. Perché il dialogo sarà sempre aperto.
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