Nelle prossime ore, la corsa al Rettorato dell’Università di Perugia potrebbe chiudersi anzitempo. Forse sì, forse no.
Semplicemente perché, qui dietro le mura etrusche, è andato in scena fino al primo turno un inedito scontro quasi partitico tra destre e sinistre per la futura governance di uno degli Atenei più prestigiosi ed antichi d’Italia e d’Europa.
Qui, in Umbria — terra di San Francesco ma anche teoricamente “rossa” — la Destra aveva realizzato il colpaccio al Comune e alla Regione, invertendo la polarizzazione storica. Ora che i rossi hanno ripreso Comune e Regione, anche per qualche demerito di non poco conto e per le divisioni del centrodestra, la battaglia tra titani — che si combatte a Roma dentro le anime del Governo — si è concentrata nell’Augustissima Perusia.
Mentre tutti osservavano e cercavano di indirizzare lo scontro, c’è stata una reazione forte, decisa da parte della comunità accademica: un voto di preferenza verso chi può rappresentare l’unità e non la particolarità.
Massimiliano Marianelli, a luglio 51 anni, ha catturato l’attenzione di chi non voleva essere etichettato. E ha sbancato. Poi secondo e terzo sono arrivati quasi pari. Anzi, diciamola tutta: il secondo ha riflettuto quasi la percentuale del primo partito italiano, mentre il terzo quella del secondo. Questi sono numeri, non analisi azzardate su chi è andato a votare, su come ha votato e quant’altro.
Su Marianelli, sabato sera, c’è stata la convergenza di Luca Gammaitoni e — a quanto pare, anche se non ufficialmente — di almeno uno o due degli altri candidati. Un male? Dipende dai punti di vista. Probabilmente un bene. Perché l’Università è pubblica, è di tutti, nessuno deve rimanere escluso.
Torniamo al primo dilemma. Se la partita è virtualmente chiusa, qual è la scelta da fare?
Sul piano personale, i ben informati lo sanno: c’è grande stima tra primo e secondo, tra i due contendenti. E non è escluso che, alla fine, si realizzi l’unità tanto auspicata sin dall’inizio. Il possibile ritiro è nell’aria e darebbe un segnale forte di coesione e maturità.
Pronti a ripartire insieme per le sfide che aspettano tutti noi. Sì, perché l’Università non è un corpo estraneo: è un organo, un cuore pulsante che, se batte bene, può aiutare tutto l’organismo, tutto il Sistema Paese a crescere.
PERUGIA – L’artigianato come chiave di lettura della relazione tra persone, oggetti e memoria. È…
Arriva ad Ancona, dopo il successo nelle principali città italiane, dalla Campania all’Abruzzo, uno dei…
«La sanità della Valnerina inizia una nuova vita». Con queste parole la sindaca di Monteleone…
Quando si organizza un viaggio di gruppo, un trasferimento aeroportuale o uno spostamento aziendale, comfort…
La Camera dei Rappresentanti degli Stati Uniti ha approvato una risoluzione che chiede il ritiro…
Trento Sotterranea rappresenta un lato affascinante e poco conosciuto della città, un viaggio tra archeologia,…