La ribalta è una ballad che unisce delicatezza e intensità, con un arrangiamento sobrio ma d’impatto. La scrittura di Sasà V si muove su binari autobiografici ma riesce a parlare a tutti, senza mai cadere nel pietismo. Il tema del bullismo viene affrontato con coraggio e maturità, restituendo dignità a una ferita ancora troppo taciuta. Il contrasto tra le strofe intime e l’apertura emotiva del ritornello amplifica il messaggio: ognuno ha diritto alla propria ribalta, anche se il mondo ha provato a spegnerne la voce.
In che modo la musica ti ha salvato? Cosa ti ha permesso di dire che con le parole da solo non riuscivi?
La musica è sempre stata la mia amica più fedele, soprattutto nei momenti in cui venivo escluso dai compagni di scuola o dagli amici, solo perché considerato “diverso”, semplicemente perché non mi uniformavo al gruppo. È stata la musica a darmi la forza di tirar fuori tutto il dolore che avevo dentro, di affermare la mia identità e di raccontare, attraverso le canzoni, chi sono davvero. Perché troppo spesso si giudica senza sapere nulla della persona che si ha davanti.
Quali sono stati gli artisti o le canzoni che ti hanno ispirato nei momenti più difficili?
Gli artisti che mi hanno ispirato nei momenti più difficili sono quelli che, con la loro musica, hanno saputo parlare al mio cuore e alla mia anima. Da giovane, mi sono sempre rifugiato nelle note di artisti come Loredana Bertè, Tiziano Ferro e Vasco Rossi. Le loro canzoni mi hanno dato la forza di non arrendermi e di esprimere ciò che sentivo, anche quando tutto sembrava contro di me. Le parole di Tiziano Ferro, in particolare, mi hanno fatto sentire meno solo, mentre la grinta di Vasco mi ha insegnato a non piegarmi mai
Com’è cambiato il tuo modo di scrivere nel passaggio dalla sofferenza alla consapevolezza?
Nel passaggio dalla sofferenza alla consapevolezza, il mio modo di scrivere è cambiato profondamente. All’inizio, la mia musica rifletteva un dolore puro e crudo, un’urgenza di esprimere ciò che mi faceva soffrire, senza filtri. Col tempo, però, quel dolore si è trasformato in una forma di forza. Ho imparato a guardarlo da un’altra prospettiva, ad usarlo non solo per raccontare il mio malessere, ma anche per trasmettere speranza e resilienza. Scrivere è diventato un modo per affermare chi sono oggi, con consapevolezza e senza paura, trasformando la sofferenza in energia positiva. La musica è diventata il mio strumento di liberazione, non più solo un rifugio, ma un mezzo per comunicare a chi mi ascolta che, nonostante tutto, ci si può sempre rialzare.
La ribalta è anche una forma di auto-terapia?
Sì, La Ribalta è anche una forma di auto-terapia per me. Scrivere questa canzone è stato un processo di liberazione. Ogni parola, ogni melodia, è stata un passo verso la consapevolezza e l’accettazione di me stesso. Non solo ho messo in musica la mia storia, ma ho trasformato il dolore che mi ha accompagnato per anni in qualcosa di positivo, in un messaggio che non solo io, ma anche altri, possono condividere. La musica è stata il mio rifugio, ma con La Ribalta è diventata anche una forza che mi ha permesso di guarire, di riconoscere e di accettare le mie cicatrici. È stato un percorso che mi ha aiutato a sentirmi più completo, più vero, e a vedere la mia storia da una prospettiva di forza piuttosto che di fragilità.
Ti piacerebbe portare questa canzone nelle scuole o in contesti educativi?
Assolutamente, mi piacerebbe moltissimo portare La Ribalta nelle scuole e in contesti educativi. Credo che la musica abbia un grande potere educativo e terapeutico, e penso che il messaggio di La Ribalta possa davvero aiutare tanti ragazzi a sentirsi meno soli e più compresi. In particolare, parlare di bullismo, accettazione e coraggio in un ambiente scolastico potrebbe dare agli studenti gli strumenti per affrontare le difficoltà che spesso vivono in silenzio. La canzone potrebbe diventare un punto di riflessione, un modo per aprire un dialogo e sensibilizzare su temi così importanti. Poter condividere la mia esperienza e offrire ai giovani la possibilità di esprimersi attraverso la musica mi sembrerebbe una grande opportunità.
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