Alle ore 18:03 di oggi, una gioiosa fumata bianca si è levata dal comignolo della Cappella Sistina, annunciando al mondo intero l’attesissima notizia: “Habemus Papam!”. È stato eletto il nuovo Pontefice, il 267esimo successore dell’apostolo Pietro.
Un boato di gioia ha accolto l’annuncio tra le migliaia di fedeli e pellegrini accorsi in Piazza San Pietro, in attesa da ore del segnale tanto sperato. Quando il fumo bianco ha iniziato a salire nel cielo romano, la folla ha esultato in un tripudio di emozione e commozione.
Subito dopo, le campane della Basilica di San Pietro hanno suonato a festa, seguite da quelle di tutte le chiese di Roma, diffondendo la lieta notizia in ogni angolo della città e oltre i confini della Capitale.
Secondo le prime indiscrezioni, il nuovo Pontefice sarebbe un “Papa mariano”, indicando una particolare devozione alla Vergine Maria, che potrebbe ispirare il suo pontificato nei prossimi anni.
Ecco di seguito l’editoriale dell’antropologo Pino Cinquegrana in cui ripercorre l’elezione di Papa Leone XIV.
di Pino Cinquegrana
L’elezione del Papa (il Vescovo di Roma e capo della Chiesa Cattolica) avviene attraverso un processo chiamato Conclave, che si tiene nella Cappella Sistina in Vaticano. Quando un Papa muore o si dimette (come è avvenuto con Benedetto XVI nel 2013), si apre la “Sede Vacante”, cioè il periodo in cui la Chiesa è senza Papa. Durante questo periodo: tutti i poteri del Papa sono sospesi, il Collegio dei Cardinali gestisce gli affari ordinari ma non può prendere decisioni importanti.
Solo i cardinali sotto gli 80 anni possono votare, Devono trovarsi in Vaticano entro 15-20 giorni dalla Sede Vacante, i cardinali elettori si rinchiudono nella Cappella Sistina, Sono isolati dal mondo esterno finché non viene eletto un nuovo Papa. Vengono programmate quattro votazioni (due al mattino e due al pomeriggio). Per l’elezione del Papa serve una maggioranza qualificata di 2/3 per l’elezione. Dopo ogni votazione, le schede vengono bruciate:Se non c’è un nuovo Papa: fumo nero (fumata nera); Se il Papa è stato eletto: fumo bianco (fumata bianca).
Dopo le preghiere per l’intercessione dello Spirito Santo affinchè illumini la scelta del Santo Pontefice, una volta eletto, il cardinale viene chiesto se accetta (“Accetti?”) e che nome papale desidera prendere. Dopo l’accettazione, il cardinale protodiacono annuncia al popolo:
“Habemus Papam” (“Abbiamo un Papa”). Il nuovo Papa si affaccia dalla loggia centrale della Basilica di San Pietro e impartisce la sua prima benedizione: “Urbi et Orbi”. Dalla morte di Papa Bergoglio il popolo di Dio ha sempre guardato al successore di Franciscus, il Papa che è stato più vicino agli ultimi, ogni suo gesto ha incarnato la sua missione evangelica. In un periodo come questo carico di problemi internazionali: guerre, pestilenze, crisi economiche, precarietà sociale, il Papa deve continuare ad essere l’ancora di salvezza che deve tenere ferma la nave globale che deve traghettare il popolo verso il nuovo cambiamento fatto di stabilità, pace e condivisione mondiale verso tutta una argomentazione che va dalla lotta all’inquinamento, agli sfruttamenti umani ed ecologici, contro ogni forma di violenza a tante debolezze che l’umanità tutta sta vivendo tra mille incertezze. Il Papa è il nuovo Pietro, il leader di un miliardo e quattrocento mila cattolici che deve guidare questo gregge verso la luce che porta a Cristo, nel convincimento che la sua parola ha una eco senza confini. Di sicuro gli ultimi tre papa Giovanni Paolo II, Benedetto XVI, Francesco hanno tracciato forti cambiamenti nella Chiesa spesso, in alcuni casi, nemmeno condivisi all’interno della Chiesa stessa. E poi, all’interno della stanza delle lacrime ad indossare la veste candida e da subito pensare a alle sue scelte evangeliche che diventeranno l’attuazione della Parola di Dio.
Il nuovo Vescovo di Roma è stato presentato al mondo dal Cardinale Protodiacono, che è il cardinale diacono più anziano tra i cardinali. Egli lo presenterà con la formula:
Annuntio vobis gaudium magnum: Habemus Papam!
Eminentissimum ac reverendissimum Dominum,
Dominum Robert Francis Prevost,
Sanctæ Romanæ Ecclesiæ Cardinalem Prevost,
qui sibi nomen imposuit Leone XIV.
Nei giorni successivi, celebrerà la Messa “Pro Ecclesia” (per la Chiesa), la sua prima da Pontefice, nella Basilica di San Pietro. In questa Messa esprime spesso le sue prime linee guida spirituali o pastorali. L’inizio ufficiale avviene con la Messa di Inizio del Ministero Petrino, solitamente la domenica successiva all’elezione. Durante questa celebrazione riceverà il Pallio (simbolo del suo ruolo di pastore universale). Gli viene consegnato l’Anello del Pescatore, simbolo dell’autorità papale. In seguito Incontrerà i cardinali elettori per ringraziarli. Inizia a nominare i primi collaboratori (come il Segretario di Stato). Prende possesso del suo ruolo di Vescovo di Roma, con una cerimonia nella Basilica Lateranense. Un Papa Missionario sulle orme di Leone XIII, che ha dedicato il suo mandato con encicliche sul lavoro e delle migrazioni.
Nato il 14 settembre 1955 a Chicago, Prevost è considerato come che potrebbe riuscire nel gravoso compito di unire le diverse e spesso contrastanti anime di una Chiesa cattolica che sta attraversando grandi cambiamenti. La sua carriera inizia ufficialmente nel 1977, quando è entrato nel noviziato dell’Ordine di Sant’Agostino, nella provincia di Nostra Signora del Buon Consiglio, nella città di Saint Louis (Missouri). I voti solenni arrivano il 29 agosto 1981. Studente presso la Catholic Theological Union di Chicago, si è diplomato in Teologia. All’età di 27 anni, Prevost approda a Roma, inviato dall’Ordine per studiare Diritto Canonico presso la Pontificia Università San Tommaso d’Aquino. Il 19 giugno 1982 ricevere l’ordinazione sacerdotale, due anni dopo consegue la Licenza. Subito viene inviato a lavorare nella missione di Chulucanas, a Piura, in Perù (1985-1986). Mentre perfeziona gli studi solidifica la sua presenza nello Stato del Sudamerica: nel 1988 approda alla missione di Trujillo come direttore del progetto di formazione comune degli aspiranti agostiniani dei Vicariati di Chulucanas, Iquitos e Apurímac. Lì è stato priore di comunità (1988-1992), direttore della formazione (1988-1998) e insegnante dei professi (1992-1998). Nell’Arcidiocesi di Trujillo è stato vicario giudiziario (1989-1998), professore di Diritto Canonico, Patristica e Morale nel Seminario Maggiore “San Carlos e San Marcelo”. Buona parte del suo cursus honorum è però legato anche al suo Paese, gli Stati Uniti. Nel 1987 viene eletto direttore delle vocazioni e direttore delle missioni della Provincia Agostiniana “Madre del Buon Consiglio” di Olympia Fields, Illinois. Nel 2023 arriva una nuova chiamata a Roma, da parte di Papa Francesco: Prevost è presidente della Pontificia Commissione per l’America Latina e prefetto del Dicastero per i Vescovi. L’incarico è molto importante, perché prevede la nomina dei vescovi in tutto il mondo. Il 30 settembre 2023 Francesco lo ha creato cardinale.
La pace sia con tutti voi, ha esordito il nuovo papa tra gli applausi. Il saluto di pace deve raggiungere tutta la terra, la pace sia con voi, ha detto.
«Sono un figlio di Sant’Agostino. Il suo è stato un grido alla pace, al prendersi per mano e camminare nel segno della pace. Fortemente emozionato si è presentato al popolo con fermezza, buon italiano e con una idea di guardare alla luce di Dio perché il male non può vincere. Nomina il precessore Francesco più volte e per certi versi fa capire che quello tracciato da Papa Francesco è la via da percorrere.
Un evento storico: Papa Leone XIV ha concesso l’Indulgenza Plenaria attraverso i mezzi di comunicazione, radio, tv e nuove tecnologie. Il perdono dei peccati assume un significato ancora più forte per la mediaticità dell’Indulgenza Plenaria.
PREVOST Card. Robert Francis, O.S.A.
PREVOST
Il Cardinale Robert Francis Prevost, O.S.A., Prefetto del Dicastero per i Vescovi, Arcivescovo-Vescovo emerito di Chiclayo, è nato il 14 settembre 1955 a Chicago (Illinois, Stati Uniti). Nel 1977 è entrato nel noviziato dell’Ordine di Sant’Agostino (O.S.A.), nella provincia di Nostra Signora del Buon Consiglio, a Saint Louis. Il 29 agosto 1981 ha emesso i voti solenni. Ha studiato presso la Catholic Theological Union di Chicago, diplomandosi in Teologia.
All’età di 27 anni è stato inviato dall’Ordine a Roma per studiare Diritto Canonico presso la Pontificia Università San Tommaso d’Aquino (l’Angelicum). Ha ricevuto l’ordinazione sacerdotale il 19 giugno 1982. Ha conseguito la Licenza nel 1984, quindi è stato inviato a lavorare nella missione di Chulucanas, a Piura, in Perù (1985-1986).
Nel 1987 ha conseguito il Dottorato con la tesi: “Il ruolo del priore locale dell’Ordine di Sant’Agostino”. Nello stesso anno è stato eletto direttore delle vocazioni e direttore delle missioni della Provincia Agostiniana “Madre del Buon Consiglio” di Olympia Fields, in Illinois (USA). Nel 1988 è stato inviato nella missione di Trujillo come direttore del progetto di formazione comune degli aspiranti agostiniani dei Vicariati di Chulucanas, Iquitos e Apurímac. Lì è stato priore di comunità (1988-1992), direttore della formazione (1988-1998) e insegnante dei professi (1992-1998). Nell’Arcidiocesi di Trujillo è stato vicario giudiziario (1989-1998), professore di Diritto Canonico, Patristica e Morale nel Seminario Maggiore “San Carlos e San Marcelo”.
Nel 1999 è stato eletto priore provinciale della Provincia “Madre del Buon Consiglio” (Chicago). Dopo due anni e mezzo, il Capitolo generale ordinario lo ha eletto priore generale, ministero che l’Ordine gli ha nuovamente affidato nel Capitolo generale ordinario del 2007. Nell’ottobre 2013 è tornato nella sua Provincia (Chicago) per essere insegnante dei professi e vicario provinciale; incarichi che ha ricoperto fino a quando Papa Francesco lo ha nominato, il 3 novembre 2014, amministratore apostolico della Diocesi di Chiclayo (Perù), elevandolo alla dignità episcopale di vescovo titolare della Diocesi di Sufar. Il 7 novembre ha preso possesso canonico della Diocesi alla presenza del nunzio apostolico James Patrick Green; è stato ordinato vescovo il 12 dicembre, festa di Nostra Signora di Guadalupe, nella Cattedrale della sua Diocesi. È vescovo di Chiclayo dal 26 settembre 2015. Dal marzo del 2018 è stato secondo vicepresidente del Conferenza episcopale peruviana. Papa Francesco lo aveva nominato membro della Congregazione per il Clero nel 2019 e membro della Congregazione per i Vescovi nel 2020.
Il 15 aprile 2020 il Papa lo ha nominato Amministratore Apostolico della diocesi di Callao.
Dal 30 gennaio 2023 è Prefetto del Dicastero per i Vescovi e Presidente della Pontificia Commissione per l’America Latina.
Il 6 febbraio 2025, il Santo Padre Francesco lo ha promosso all’Ordine dei Vescovi, assegnandogli il Titolo della Chiesa Suburbicaria di Albano.
Da Papa Francesco creato e pubblicato Cardinale nel Concistoro del 30 settembre 2023 della Diaconia di Santa Monica.
É Membro:
dei Dicasteri: per l’Evangelizzazione, Sezione per la prima evangelizzazione e le nuove Chiese particolari; per la Dottrina della Fede; per le Chiese Orientali; per il Clero; per gli Istituti di Vita Consacrata e le Società di Vita Apostolica; per la Cultura e l’Educazione; per i Testi Legislativi.
della Pontificia Commissione per lo Stato della Città del Vaticano.
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