Calabria

Pizzo. Montesanti: “le maschere apotropaiche: antichi guardiani contro il malocchio nel folklore calabrese”

di Antonio Montesanti *
Tra le pratiche più affascinanti legate alla protezione delle abitazioni da entità malvagie e dal malocchio si distingue certamente quella legata all’esposizione delle cosiddette maschere apotropaiche (dal greco antico “allontanare”), sulla soglia o angoli esterni di casa.
Questi grandi mascheroni in ceramica, pietra o terracotta dalle sembianze spesso mostruose venivano affissi sugli stipiti delle porte, sui balconi, sulle finestre o dentro casa per proteggere l’abitazione.
A queste grottesche raffigurazioni venivano, difatti, attribuite funzioni magiche che avrebbero consentito di scacciare il malocchio e gli spiriti maligni. La loro diffusione riguarda diverse regioni del Mezzogiorno ma la più radicata tradizione legata alla loro realizzazione ed esposizione in prossimità dell’ingresso delle case è legata proprio al folklore calabrese.
L’iconografie di queste maschere è notevolmente variegata anche se spesso richiama figure antropomorfiche più o meno spaventose derivate dal simbolismo e dalla mitologia di matrice magno-greca. Sulle antefisse dei templi greci e romani, ad esempio, campeggiano talvolta raffigurazioni di satiri o gorgoni realizzati in pietra o terracotta.
L’antropologo Raffaele Corso, invece, nel suo “Amuleti” ricorda come “nelle campagne e nei borghi, sull’arco della porta di ingresso delle case si vedono delle maschere, ora scolpite in pietra viva, ora plasmate in creta”.
Tra quelle scolpite si ricorda, ad esempio, quella che vegliava sul portone di Palazzo Mumoli, nel rione Giudecca a Nicotera o Palazzo Montalto a Pizzo.
La diffusione di queste maschere ha origini antiche, come testimoniano i reperti rinvenuti negli scavi archeologici calabresi anche se, nel corso del tempo, il loro aspetto ha subito una certa evoluzione come, ad esempio, la sempre più frequente presenza di corna che richiamavano il diavolo e figure demoniache.
Nella foto la maschera apotropaica in argilla creata oggi ed appena terminata, arricchita da due guardinghe civette pizzitane.
* Studioso ceramista presso EOS Ceramica Artistica Calabrese
Redazione

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