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Nuove linee guida sui colloqui intimi in carcere: verso il riconoscimento dei diritti affettivi dei detenuti

Le recenti linee guida emanate dal Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria (DAP) rappresentano una svolta importante per il sistema penitenziario italiano, introducendo nuovi criteri per la gestione dei colloqui intimi dei detenuti. Queste disposizioni seguono la sentenza n. 10/2024 della Corte Costituzionale, che ha ribadito l’importanza del diritto affettivo per le persone detenute.

Con queste nuove regole, il DAP stabilisce che i colloqui intimi possano durare al massimo due ore e potranno avvenire con la stessa frequenza dei colloqui visivi mensili. Tuttavia, l’accesso a questi incontri è limitato ai coniugi o alle persone stabilmente conviventi con i detenuti, e gli incontri si terranno solo in locali appositamente attrezzati, che non potranno essere chiusi dall’interno. La sorveglianza, infatti, sarà affidata al personale di polizia penitenziaria, che controllerà e ispezionerà il locale prima e dopo ogni colloquio.

Questa nuova regolamentazione stabilisce anche alcune esclusioni: i detenuti che sono sottoposti a regimi speciali, come l’articolo 41-bis o 14-bis, e coloro che hanno commesso gravi infrazioni disciplinari, non potranno usufruire di questi colloqui. Inoltre, chi è stato trovato in possesso di droghe o dispositivi elettronici non autorizzati, sarà escluso da questa opportunità.

Le nuove norme non si limitano solo a disciplinare l’accesso ai colloqui intimi, ma prevedono anche un’organizzazione attenta, con la fornitura di biancheria pulita e controlli rigorosi. I provveditori delle strutture penitenziarie dovranno selezionare gli istituti che dispongono di locali idonei e adottare tutte le misure necessarie per garantire la sicurezza, senza compromettere il diritto alla privacy e all’affetto.

Queste disposizioni segnano un passo importante nel riconoscimento dei diritti affettivi e sessuali dei detenuti, un aspetto spesso trascurato ma fondamentale per il rispetto della dignità umana. Con l’introduzione di queste misure, l’Italia si allinea sempre più con le indicazioni giuridiche europee e internazionali, che puntano a tutelare i diritti dei detenuti anche in ambito affettivo e intimo, riconoscendo la loro necessità di mantenere relazioni affettive sane durante il periodo di detenzione.

Redazione

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