Domenico Mamone, 52 anni, originario di Laureana di Borrello (RC), è stato riconfermato all’unanimità alla presidenza dell’Unsic nazionale, il sindacato datoriale che siede nel Consiglio nazionale dell’Economia e del Lavoro (Cnel). Una rielezione che premia il percorso di crescita dell’organizzazione sotto la sua leadership e consolida il legame con la Calabria, terra a cui Mamone è profondamente legato.
Il Terzo Congresso nazionale di Unsic, tenutosi a Roma dal 5 all’8 marzo 2025 presso il Rome Marriott Park Hotel, ha decretato la riconferma di Mamone. L’evento, incentrato sul tema “Sfide e opportunità dell’impresa moderna: giustizia sociale, sostenibilità economica, compatibilità ambientale”, è stato presieduto da Benedetto Di Iacovo e ha richiamato oltre mille delegati da tutta Italia e dall’estero, con una folta rappresentanza delle cinque province calabresi.
Mamone guida Unsic sin dalla sua fondazione nel 2000 e sotto la sua presidenza l’organizzazione ha registrato una crescita straordinaria: oggi conta 4.000 sedi in Italia e oltre 2.500 dipendenti, con una presenza internazionale in 14 Paesi grazie al patronato Enasc. Numeri che testimoniano il consolidamento e l’espansione della rete Unsic, sempre più punto di riferimento per il mondo imprenditoriale.
Durante il congresso, Mamone ha ricevuto una standing ovation dai delegati, che hanno approvato il documento politico finale delineando le strategie per i prossimi cinque anni. Al centro del dibattito, le grandi sfide dell’epoca attuale: crisi energetica, inflazione, transizione ecologica e digitale, innovazione tecnologica e il ruolo dei sindacati nell’era globale.
Nel corso della manifestazione, Mamone ha anche presentato la sua autobiografia “I valori del mio tragitto”, intervistato dal giornalista e storyteller Piero Muscari. Il volume ripercorre la sua esperienza personale e professionale, sottolineando il forte legame con la Calabria.
L’evento ha visto la partecipazione di numerosi esponenti del mondo istituzionale e politico, tra cui i ministri Matteo Salvini, Giuseppe Valditara e Alessandra Locatelli (con un intervento scritto), i sottosegretari Luigi D’Eramo e Claudio Durigon, i senatori Dario Damiani (FI) e Antonino Germanà (Lega) e l’onorevole Camilla Laureti (Pd). Presenti anche rappresentanti di Inps, Infocamere, Cim e delle principali sigle sindacali.
Di rilievo i due panel tematici del 7 marzo. Il primo, dedicato a “Il ruolo sociale di Caf e Patronati”, ha ospitato personalità come Denis Nesci, Mario Alejandro Borghese, Giorgio Benvenuto e Luigi Rosa Teio, direttore nazionale patronato Enasc. Il secondo, promosso da Fondolavoro, ha affrontato il tema della formazione continua e della transizione ecologica e digitale nel mercato del lavoro, con gli interventi di David Vannozzi (Multiversity), Maurizio Ballistreri, Domenico Marino e Carlo Parrinello.
“Il congresso ha ribadito la missione di Unsic: essere un sindacato moderno, capace di affrontare con pragmatismo le sfide globali e di proporre soluzioni concrete per uno sviluppo sostenibile e inclusivo”, ha dichiarato Mamone a conclusione dei lavori.
Con la riconferma di Mamone, la Calabria si conferma una terra capace di esprimere personalità di spicco nel panorama nazionale, rafforzando il proprio ruolo nel settore sindacale e imprenditoriale.
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