Abruzzo

Il fenomeno dei tiktoker e il caso Roccaraso tra popolarità e sfide della gestione turistica

Il fenomeno dei tiktoker, in particolare tra i giovani napoletani, ha conquistato una visibilità sempre crescente, trasformando TikTok in una delle piattaforme più popolari per contenuti virali e creativi. Con i suoi brevi video, la piattaforma è diventata un palcoscenico dove generazioni di ragazzi esprimono la propria creatività, raccontano storie quotidiane, e, in molti casi, riescono a trasformare la propria passione in una carriera. Tuttavia, come per ogni fenomeno mediatico, il successo dei tiktoker porta con sé anche una serie di contraddizioni e polemiche, come emerge dal recente caso di Roccaraso e Ovindoli, due località sciistiche abruzzesi che si trovano ad affrontare le sfide del turismo influenzato dai social media.

L’effetto TikTok su Roccaraso e Ovindoli

Nel caso di Roccaraso, uno dei comprensori sciistici più conosciuti d’Abruzzo, la popolarità generata dai tiktoker napoletani ha avuto un impatto immediato sulle prenotazioni per l’accesso dei mezzi turistici, con un afflusso notevole di visitatori provenienti principalmente dall’hinterland campano. Negli ultimi mesi, i social media, grazie anche alla spinta di alcuni tiktoker, hanno contribuito a far conoscere le bellezze della località montana, facendo registrare numeri record nel fine settimana, come quello del 18-19 gennaio 2025, quando oltre 200 autobus con all’incirca 10 mila turisti avevano invaso la zona, causando blocchi alla viabilità sulla statale 17. Un fenomeno che ha richiesto una risposta immediata da parte delle autorità locali.

Gli uffici comunali di Roccaraso hanno, infatti, dovuto prendere provvedimenti per limitare l’afflusso dei mezzi turistici. Per il prossimo fine settimana, sono state esaminate 80 richieste di prenotazione per i bus turistici, ma solo 63 sono state ammesse, a causa di alcune domande con targhe duplicate. In questo scenario, Roccaraso accoglierà 13 bus oggi e 50 domani, numeri che il sindaco Francesco Di Donato definisce “gestibili grazie alla macchina dei controlli collaudata”. Tuttavia, il sindaco sottolinea anche che, dopo quanto accaduto a gennaio, la necessità di regolamentare il flusso turistico è diventata una priorità, sebbene rassicuri: “Tutti sono i benvenuti”. Il fenomeno del turismo giovanile, spinto dalla popolarità sui social, ha permesso a Roccaraso di diventare una destinazione di richiamo, ma la crescita esponenziale dei visitatori richiede ora una gestione più attenta.

Ovindoli: caso simile con numeri diversi

La situazione a Ovindoli, pur rimanendo sotto la stessa ombra della viralità mediatica dei tiktoker, appare meno problematica. Sebbene anche qui il fenomeno sia stato notato, le prenotazioni per i bus turistici sono molto inferiori rispetto a quelle di Roccaraso. Sono infatti solo 10 i bus prenotati per la domenica sulla neve, nonostante l’iniziativa lanciata da alcuni influencer sui social per incentivare il flusso turistico verso la località abruzzese. Il sindaco Angelo Ciminelli ha dichiarato che, sebbene il fenomeno dei tiktoker sia mediaticamente rilevante, non ha avuto l’impatto temuto. “Questo è un fenomeno più mediatico che altro”, ha commentato Ciminelli, spiegando che Ovindoli, essendo più distante da Napoli e meno facilmente raggiungibile rispetto a Roccaraso, non ha vissuto la stessa affluenza.

Nonostante questo, l’amministrazione di Ovindoli ha comunque preso provvedimenti per limitare il numero di bus che possono accedere alla località. Ciminelli ha emesso un’ordinanza che limita a 35 il numero massimo di bus consentiti, garantendo così una gestione equilibrata dei flussi turistici, che non dovrebbero superare le 1.700 o 1.800 persone, a cui si aggiungono le 4-5mila persone che solitamente frequentano la località. La sfida più grande, tuttavia, potrebbe derivare dalla pubblicizzazione di veicoli più piccoli, come i minivan da dieci posti, per i quali non sono state previste restrizioni, ma che potrebbero comunque causare disagi alla viabilità.

Il dilemma: visibilità vs gestione del turismo

Il caso di Roccaraso e Ovindoli mette in evidenza le difficoltà che i Comuni devono affrontare nel cercare di gestire l’afflusso turistico, soprattutto quando questo è spinto dalla crescente visibilità sui social media. Da un lato, la popolarità dei tiktoker rappresenta un’opportunità per le località turistiche di farsi conoscere da un pubblico giovane e dinamico, che vede nella viralità dei contenuti social un modo per scoprire nuove destinazioni. Dall’altro, però, l’eccessivo afflusso di turisti può mettere a dura prova le infrastrutture locali e sollevare preoccupazioni per la sicurezza e la qualità della vita dei residenti.

Sia a Roccaraso che a Ovindoli, le amministrazioni locali sono riuscite a gestire i flussi turistici in modo efficace, grazie all’introduzione di misure restrittive per il numero di mezzi turistici. Tuttavia, il fenomeno dei tiktoker, pur non avendo raggiunto l’apice temuto, continua a sollevare interrogativi sul suo impatto a lungo termine sulle realtà locali. Il successo di queste località dipenderà dalla capacità di coniugare l’appeal dei social con una gestione equilibrata e responsabile del turismo.

In conclusione, la sfida per Roccaraso, Ovindoli e altri comuni che si trovano ad affrontare il fenomeno dei tiktoker è quella di riuscire a promuovere il territorio senza comprometterne l’autenticità e la sostenibilità. Se ben gestito, l’afflusso turistico generato dai social può essere una risorsa per il rilancio delle località, ma la chiave resta nell’equilibrio tra la visibilità digitale e la cura delle necessità logistiche e ambientali del territorio.

Redazione

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