La polizia locale di Sesto San Giovanni sarà tra le prime in Italia a sperimentare il Bolawrap, un innovativo strumento di coercizione che immobilizza i soggetti pericolosi senza l’uso della forza fisica.
Il dispositivo, simile a una pistola, lancia una corda in kevlar che si avvolge attorno agli arti della persona colpita, stringendosi progressivamente per impedirne i movimenti.
Il sindaco Roberto Di Stefano ha annunciato la novità sui social, sottolineando la volontà dell’amministrazione di garantire maggiore sicurezza:
“In un contesto in cui la tutela della sicurezza è prioritaria, l’introduzione del Bolawrap rappresenta una risposta ferma e decisa contro la criminalità e la violenza. Un’azione chiara che ribadisce l’impegno nel difendere ordine e legalità senza compromessi”.
Soddisfazione anche dalla Lega cittadina, che definisce il Bolawrap un’alternativa non violenta e tecnologica per immobilizzare soggetti aggressivi o non collaborativi.
“Questo dispositivo, già utilizzato con successo in diverse città del mondo, permette interventi più sicuri per gli agenti e per la comunità. La sicurezza è una priorità per la nostra città, e strumenti innovativi come il Bolawrap rappresentano un passo avanti per garantire interventi sempre più professionali e rispettosi della dignità di ogni individuo”, sottolineano dal Carroccio.
L’introduzione del Bolawrap segna quindi un’evoluzione nelle strategie di contenimento delle forze dell’ordine, puntando su tecnologie avanzate per rendere più efficaci e meno rischiosi gli interventi.
Negli ultimi anni, le forze dell’ordine di diversi Paesi hanno adottato tecnologie avanzate per migliorare la sicurezza pubblica riducendo al minimo l’uso della forza fisica. Tra questi strumenti innovativi c’è il Bolawrap, un dispositivo di contenimento non letale progettato per immobilizzare individui potenzialmente pericolosi senza ricorrere a metodi aggressivi o dannosi.
Il Bolawrap è un dispositivo portatile che assomiglia a una piccola pistola o a un taser, ma invece di emettere scariche elettriche, lancia un cordino in kevlar che si avvolge rapidamente attorno agli arti del soggetto colpito, impedendone i movimenti. Questa tecnologia è stata sviluppata dall’azienda americana Wrap Technologies ed è già in uso presso alcune forze di polizia negli Stati Uniti e in altre nazioni.
L’operatore impugna il Bolawrap e, puntandolo verso il bersaglio, attiva il dispositivo che spara un cordino lungo circa 2,5 metri con due piccoli ancoraggi alle estremità. Il cavo si avvolge attorno alle gambe o alle braccia della persona mirata, bloccandone i movimenti senza causare lesioni gravi.
Il funzionamento avviene in pochi istanti:
Il Bolawrap offre diversi benefici rispetto ai metodi di contenimento tradizionali:
✅ Non è letale: a differenza di armi da fuoco o taser, non provoca danni permanenti.
✅ Riduce il rischio di escalation: evita scontri fisici tra agenti e soggetti pericolosi.
✅ Può essere usato su persone in stato di alterazione: utile per contenere individui sotto effetto di sostanze stupefacenti o in crisi psicotica.
✅ Minimizza i danni collaterali: limita l’uso della forza e previene ferite gravi.
Il Bolawrap è stato adottato in diverse città degli Stati Uniti e in altre parti del mondo per interventi su soggetti aggressivi o non collaborativi. Anche in Italia si stanno avviando le prime sperimentazioni, come nel caso della polizia locale di Sesto San Giovanni, che ha deciso di testarlo per migliorare la gestione di situazioni critiche.
L’introduzione del Bolawrap segna un cambiamento nell’approccio alla sicurezza pubblica, offrendo alle forze dell’ordine un’alternativa non letale per immobilizzare individui pericolosi in modo sicuro ed efficace. Se la sperimentazione darà risultati positivi, potrebbe diventare uno strumento sempre più diffuso nelle operazioni di polizia, contribuendo a rendere gli interventi meno rischiosi per tutti.
La Torre dell’Orologio e la Piazza dei Signori rappresentano due dei simboli storici più importanti…
La Camera dei Deputati ha approvato questa mattina il disegno di legge delega sul nucleare…
A Perugia il confronto tra Andrea Emo e Anselm Kiefer: «Creare significa anche distruggere» «L’arte…
PERUGIA – L’artigianato come chiave di lettura della relazione tra persone, oggetti e memoria. È…
Arriva ad Ancona, dopo il successo nelle principali città italiane, dalla Campania all’Abruzzo, uno dei…
«La sanità della Valnerina inizia una nuova vita». Con queste parole la sindaca di Monteleone…