Comuni, Regioni, Province e Città metropolitane potrebbero presto avere la possibilità di introdurre sanatorie personalizzate per i propri contribuenti. Secondo la bozza del decreto attuativo sulle entrate territoriali, previsto nell’ambito della delega fiscale, gli enti locali potranno definire autonomamente modalità agevolate per la riscossione di tributi arretrati, come l’IMU, la Tari, multe, bollo auto, rette scolastiche e tariffe delle mense, con l’esclusione dell’Irap e dell’addizionale Irpef.
Queste sanatorie, che potrebbero coinvolgere anche somme già in fase di accertamento o controversie, sono state pensate per aiutare i circa 8mila enti locali ad incassare i tributi, un’opportunità che arriva in un contesto di difficoltà finanziaria per molti Comuni, soprattutto al Sud. La Corte dei Conti stima infatti oltre 19 miliardi di euro di tributi non riscossi.
Il provvedimento, che dovrà passare al Consiglio dei ministri entro fine mese, introduce una durata minima di 60 giorni per aderire alle sanatorie. Allo stesso tempo, il governo rafforza gli strumenti per contrastare l’evasione, con misure per accelerare le verifiche e ridurre i tempi di esecuzione forzata, portandoli da 160 a 80 giorni. Inoltre, le sanzioni per l’omessa dichiarazione saranno ridotte al 100%, mentre quelle per dichiarazioni infedeli scenderanno al 40%.
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