Palazzo Pepoli partecipa al ricco programma di ART CITY Bologna 2025 con “Il tavolo delle trattative”, un’installazione artistico-sociale ideata e realizzata da Alessandro Bergonzoni. L’opera, esposta nella Sala della Cultura dal 5 al 10 febbraio 2025, si propone come spazio di dialogo e riflessione sulla pace e sulla necessità di negoziare, coinvolgendo artisti, intellettuali, rappresentanti pubblici, associazioni e cittadini.
Il vernissage coinciderà con la conferenza stampa di presentazione, prevista per mercoledì 5 febbraio alle ore 13 presso Palazzo Pepoli, in via Castiglione 8, Bologna. Durante la ART CITY White Night, sabato 8 febbraio dalle 20 alle 24, si svolgeranno eventi e performance, mentre il finissage del 10 febbraio segnerà la chiusura dell’installazione con una tavola rotonda tra l’artista, rappresentanti delle istituzioni e delle diverse fedi presenti in città.
“Il tavolo delle trattative” nasce come simbolo di incontro e confronto, affrontando il tema dei conflitti globali. L’installazione si ispira al desiderio di trasformare la sofferenza in azione: arti artificiali sostituiscono le gambe perse in guerra, diventando metafora di sostegno e resilienza. Bergonzoni richiama l’attenzione su oltre cinquanta conflitti nel mondo, auspicando l’esposizione dei vessilli di tutte le nazioni coinvolte, accanto alla bandiera arcobaleno e a quella bianca, segno non di resa, ma di dignità e riconciliazione.
L’artista propone un tavolo anatomico e simbolico, su cui studiare e analizzare le dinamiche della guerra per individuare soluzioni alternative. L’idea, condivisa con il Comune di Bologna, ha trovato casa nella Sala della Cultura di Palazzo Pepoli, luogo di incontro e partecipazione cittadina.
Il 10 febbraio alle ore 19, l’installazione culminerà in un incontro con figure chiave della comunità bolognese, tra cui l’arcivescovo e presidente della CEI, cardinale Matteo Zuppi, l’imam Yassine Lafram, il presidente della comunità ebraica Daniele De Paz e il sindaco Matteo Lepore, insieme all’artista.
Durante la settimana di esposizione, diverse associazioni e artisti locali, compresi esponenti dell’Accademia di Belle Arti, saranno invitati a contribuire con interventi performativi e artistici, arricchendo il dibattito e il valore simbolico dell’opera.
Con “Il tavolo delle trattative”, Bergonzoni invita a una riflessione profonda sulla pace, i diritti umani e il rifiuto della guerra, proponendo un nuovo linguaggio di confronto che superi barriere politiche, religiose ed economiche.
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