Il 27 gennaio del 1945 le truppe dell’Armata Rossa liberarono il campo di concentramento di Auschwitz. Sono trascorsi ottat’anni da questo giorno che sancì la fine dell’Olocausto, lo sterminio degli ebrei pianificato come una “ soluzione finale “ della Judenfrage o della questione ebraica, dal regime nazista che dalla Germania la follia di Adolf Hitler sognava imporre a tutta l’Europa.

MAI come in questo tempo che stiamo vivendo, incerto e drammatico, credo sia importante ricordare e celebrare la

“ GIORNATA DELLA MEMORIA “. Ma dov’è finita questa memoria collettiva?  A quanto pare nelle corone depositate ai piedi di monumenti e targhe, nelle sfilate nei campi di concentramento e di sterminio, ma la verità è che noi non abbiamo memoria ne ricordi, altrimenti non ci sarebbero più guerre ne odio tra i popoli, ne ci saremmo dimenticati di quelle persone con la tuta arancione dentro gabbie metalliche “ arrostiste” su una spiaggia, o giustiziate con un colpo di pistola alla testa dal califfato dell’ISIS … allora mi chiedo dove sia  la differenza tra queste morti e le famigerate “ docce “ di Auschwitz?

Sull’Europa di oggi si addensano preoccupanti nubi, causa la mancata unità europea e l’incapacità di una “politica” propensa ad occuparsi più degli interessi finanziari che comunitari.

L’Europa è ora un continente predato dall’Islam, dagli interessi e speculazioni, di innumerevoli multinazionali, come quella follia del Green.

Sappiamo bene che la maggioranza degli immigrati in Europa è di provenienza da Paesi di cultura islamica, quindi di fede musulmana, che non vogliono e non desiderano integrarsi,  bensì invadere, espandersi, spadroneggiare, imporre la loro religione, costumi, e rappresentano un serio problema da non sottovalutare a causa delle diversità per molti aspetti radicali tra la loro cultura, e la tradizione di valori e di sacri principi della nostra civiltà europea.

Basta vedere quello che succede in casa nostra, e tutto accade con il silenzio e il placido consenso sotto l’egida dell’integrazione, che mai ci sarà e mai sarà possibile.

Fa comodo a una certa politica evidenziare e a sbandierare ai quattro venti il ritorno del

“ fascismo “ e lamentarlo con un continuo ciarlare. La visione, potrebbe essere invece un’altra, una sorta di  nazismo camuffato “nazional-socialismo”.

AUSCHWITZ il lager simbolo della SHOAH, evento qualificabile – umano-, anzi forse troppo umano!, direi.

Che sottratto alle leggi della Storia, si trasforma in evento metafisico inspiegabile.

L’analisi odierna dovrebbe rimuovere i molteplici luoghi comuni antistorici e la stereotipizzazione dei fatti e dei suoi protagonisti su cui si fondano le nostre conoscenze che ricordano di ricordare questa storia, letta tuttora da molti, come le agiografie sui martiri cristiani e sugli eroi civili, solo in occasione delle ricorrenze ufficiali celebrative.

E’ un evento umano, anzi troppo umano, dal quale si deve ripartire per indagare sulle radici individuali e collettive del razzismo, della xenofobia dell’antisemitismo.

Scrive Primo Levi, < i sopravvissuti non vogliono che il mondo dimentichi, perché hanno capito che i Lager non sono stati un incidente, un imprevisto della Storia >

Assistiamo purtroppo a uno stravolgimento politico planetario ove diversi fronti contrapposti per motivi si supremazia religiosa, economica, politica, si combattono.

Questo ribaltamento della storia, confonde idee e pensieri, stravolge i fatti; è la stessa cosa che sta facendo Putin quando nega l’esistenza dell’Ucraina come realtà storica, come nazione.

Lo stesso Iran che nella sua Costituzione è sancita la distruzione dello Stato di Israele.

Non bisogna mai dimenticare che senza storia non c’è verità, mancherebbe pure la memoria. E non esiste una difesa buona a impedire ai fantasmi estremi di destra e di sinistra di tornare.

Vincenzo Calafiore

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