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Adriano Formoso: quando la musica incontra la psicologia

Adriano Formoso, psicologo e artista poliedrico, torna con il singolo “Salva il Saluto”, un inno alla gentilezza e al valore dei piccoli gesti. Questo brano segna un momento speciale nel suo percorso artistico, offrendo una riflessione sulla bellezza delle cose semplici e sulla connessione umana. Il 2025 vedrà anche il ritorno del Formoso Therapy Show, uno spettacolo che unisce musica e psicologia in un’esperienza trasformativa. Con il suo talento e la sua visione, Adriano Formoso conferma il suo impegno nel creare connessioni autentiche attraverso l’arte e la riflessione.

Adriano, “Salva il Saluto” segna il tuo ritorno musicale. Come si inserisce questo singolo nel tuo percorso artistico?
Volevo condividere con il pubblico una canzone che potesse esprimersi al meglio nel periodo in cui l’anno finisce e ricomincia, periodo festoso e di vacanze invernali.
Questa canzone racchiude un messaggio essenziale: il valore dei piccoli gesti, della connessione umana e del riconoscere la bellezza nelle cose semplici ‘Salva il saluto’ è un inno alla gentilezza, alla presenza autentica e alla capacità di trovare un senso anche nei momenti più ordinari della vita.

Hai annunciato il tour 2025 del Formoso Therapy Show. Cosa possono aspettarsi i tuoi spettatori?
Il pubblico che partecipa al Formoso Therapy Show può aspettarsi un’esperienza intensa e coinvolgente, dove emozioni, musica e riflessioni si intrecciano in modo unico. Ci saranno canzoni che ispirano, momenti di profonda introspezione, ma anche leggerezza e divertimento. Ogni spettatore si sentirà parte di un viaggio che non solo intrattiene, ma lascia un segno, offrendo spunti concreti per il benessere personale e relazionale. Inoltre può aspettarsi un altissimo livello di performance musicale con Pier Tarantino alla batteria, Massimo Fusaro alle percussioni, Francesca Morandi al basso, Luca Fraula al pianoforte e organo hammond, Claudio Beccaceci alla chitarra elettrica e insieme a me alla chitarra acustica. Una sezione di fiati di grande prestigio con il maestro Tiziano Codoro alla tromba, Francesco Bianchi ai sassofoni e Fabio Costanzo alla tromba e al flicorno. Insomma, Donald Woods Winnicott, uno dei miei principali maestri mi ha insegnato a curare i miei pazienti aiutandoli ad apprendere dalle loro esperienze, allora invito tutti a fare l’esperienza di partecipare al formoso Therapy Show.

Come riesci a unire la tua professione di psicologo con la tua passione per la musica nei tuoi spettacoli?
Penso personalmente che la musica e la psicologia siano complementari, l’una al servizi dell’altra. Da compositore e operatore della salute mentale ho trovato in questo spettacolo il mio naturale destino. Musica e psicologia se utilizzate nel modo migliore, hanno un potere trasformativo straordinario. La musica è in grado di toccare le emozioni più profonde, di rompere barriere e connettere le persone a un livello universale. La psicologia, invece, ci offre strumenti per comprendere noi stessi, affrontare le sfide e crescere. Unendo queste due discipline nel Formoso Therapy Show, cerco di offrire un’esperienza che non sia solo intrattenimento, ma anche un viaggio interiore, capace di ispirare, motivare e far riflettere. È un modo per portare leggerezza e profondità allo stesso tempo, aiutando il pubblico a entrare in contatto con il proprio sé autentico.

Il Formoso Therapy Show è un’esperienza molto originale. Come risponde il pubblico a questo connubio tra musica e riflessione?
Sino ad ora ha risposto molto bene, mi è capitato varie volte di fare sold out laddove ho presentato lo spettacolo. Spero che questo prosegua e che continui a sostenere l’evoluzione culturale e spirituale della società sperando in un futuro migliorato da riflessioni adeguate e funzionali piuttosto che disfunzionali e che conducono all’incompatibilità tra culture diverse.

Ci puoi svelare qualche dettaglio sugli ospiti a sorpresa o i temi che affronterai nei tuoi spettacoli?
Sono molti gli amici che vorrei ospitare e che hanno caratteristiche che possono esprimersi nel mio concerto. Essendo in molti e avendo molta capacità di improvvisazione attraverso il loro affetto e le nostre profonde conoscenze reciproche, di volta in volta ospito artisti diversi a seconda di quanto ci è consentito dagli impegni di lavoro già presi da tempo.

Infine, cosa ti auguri che il pubblico porti a casa dopo aver partecipato a uno dei tuoi concerti?
Auguro ad ogni partecipante di poter utilizzare al meglio le risorse e gli strumenti offerti dai miei speech, dalle proiezioni di immagini, dai testi delle canzoni e dalle musiche che agiscono in modalità non direttiva sul nostro equilibrio.

Chiara Stanzani

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