Salute

Alcune doti mentali migliorano con l’avanzare dell’età

Non sempre la vecchiaia è deleteria per il nostro cervello. Indubbiamente capacità come la memoria e la velocità di elaborazione vanno ad affievolirsi ma studi recenti hanno rilevato che non si tratta di un decadimento totale. Infatti alcune doti mentali migliorano con l’avanzare dell’età.

Sono stati analizzati 700 pazienti di età tra i 58 e i 98 anni e sono state evidenziate abilità cerebrali che sembrano rafforzarsi con la vecchiaia. I ricercatori hanno sottoposto i partecipanti ad un test per valutarne la risposta e l’attenzione, meglio conosciuto come test di rete di attenzione (ANT). Il monitoraggio ha puntato l’obiettivo su tre processi mentali specifici: allerta, orientamento spaziale e inibizione esecutiva delle distrazioni. “Utilizziamo costantemente tutti e tre i processi”, informa João Veríssimo, psicolinguista dell’Università di Lisbona. Una volta verificati i risultati dei test, paragonando i tempi di risposta e analizzando i fattori di distrazione, è stato scoperto che i partecipanti più anziani non presentavano risposte vigili, ma sono risultati molto più capaci nell’orientare e focalizzare l’attenzione, ignorando le distrazioni quanto più i volontari erano anziani.

I dati dello studio dimostrano che gli individui più anziani, alla guida, sono più capaci di rimanere concentrati e orientare l’attenzione sui punti focali della strada, pur essendo soggetti a tempi di risposta più lunghi a situazioni impreviste. Oltre alla guida, i ricercatori affermano che l’orientamento e il controllo dell’attenzione sono dinamiche fondamentali in diversi aspetti della vita, correlati alle capacità analitico-interpretative e linguistiche. “Questi risultati sono sorprendenti e hanno importanti conseguenze su come dovremmo considerare l’invecchiamento”, dichiara Michael Ullman, neuroscienziato della Georgetown University.

Le conclusioni potrebbero essere motivate con la possibilità di migliorare nel tempo le capacità di controllo dell’attenzione ed inibizione delle distrazioni. Queste diverrebbero più efficaci con l’età perché vengono praticate per tutte la vita, a differenza della prontezza che non può essere migliorata con la pratica e diminuisce con l’avanzare dell’età. “I risultati non solo cambiano la nostra visione di come l’invecchiamento influisce sulla mente, ma possono anche portare a miglioramenti clinici, anche per i pazienti con disturbi dell’invecchiamento come il morbo di Alzheimer ” conclude Ullman.

Lo studio potrebbe permettere una seria rivalutazione delle passate credenze sugli effetti negativi della tarda età sul cervello (palese nei cervelli venticinquenni dei “SuperAgers”) ed essere un valido approccio verso uno studio più approfondito dei meccanismi di invecchiamento e di adattamento del cervello nelle diverse fasi della vita.

Redazione

Recent Posts

Sito web aziendale: perché due preventivi molto diversi possono essere entrambi corretti

Un imprenditore chiede un sito per la sua azienda a due fornitori diversi, con la…

6 ore ago

Flotte aziendali: servizi e costi del noleggio a lungo termine per le PMI

La gestione di una flotta comincia prima della scelta del modello. Per una PMI con…

6 ore ago

Finestrino rotto dopo un furto con scasso: cosa fare subito

Secondo l'Istat, nei 12 mesi coperti dall'Indagine sulla sicurezza dei cittadini 2022-2023 sono state 143…

6 ore ago

Scontri nelle piazze di Milano, Torino e Bologna, Calderoli: «C’è una regia comune dietro la violenza?»

Solidarietà agli agenti feriti e ringraziamento alle Forze dell’ordine per aver evitato conseguenze più gravi.…

9 ore ago

Papa Leone XIV lascia il Gemelli dopo l’intervento: domani l’Angelus dal Palazzo Apostolico

Papa Leone XIV ha lasciato nel pomeriggio di sabato 17 ottobre il Policlinico universitario Agostino…

11 ore ago

Silvia Liliana Di Masi suona la Campana della Pace ad Assisi: un messaggio di fraternità senza confini

Nel cuore del Bosco di San Francesco, ad Assisi, Silvia Liliana Di Masi, italoargentina originaria…

11 ore ago