Riflessioni in corso in via della Scrofa dopo l’amaro calice della sconfitta in Sardegna. Giorgia Meloni fallisce uno dei primi test elettorali più attesi piazzando l’uomo non ideale per la corsa alle regionali ed ereditando una gestione Solinas che evidentemente non è stata gradita dai sardi.
A spoglio quasi ultimato Alessandra Todde si impone con il 45,3% dei voti contro il 45% di Paolo Truzzu del centrodestra. “Sarò il primo presidente donna dell’isola”, ha dichiarato la vincitrice. Staccati Renato Soru e Lucia Chessa, entrambi con liste civiche.
A mente fredda inizierà l’analisi del voto e quanto avrà pesato la scelta della Meloni di imporre un proprio candidato a discapito della Lega. Qualcuno nel partito di Salvini ha “tradito”? Il sospetto è più che legittimo analizzando il voto disgiunto. Perdere la Sardegna di un soffio è un amaro calice da cui ripartire per non sottovalutare le “lotte intestine” nel centrodestra.
La Todde strappa la Sardegna alla Meloni, ma il fronte giallorosso non ha nulla da festeggiare dal momento che questa vittoria non corrisponde ad un progetto politico nazionale unitario tra grillini e dem. Infatti non ci sono dubbi che alla prima tensione i grillini e i dem si separeranno facendo precipitare la Sardegna al voto anticipato…Lo scopriremo nel tempo.
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