“Se è inconcepibile che ad oggi, sfruttando il meccanismo dei conguagli, ancora non siano state rese note le tariffe 2022 della Tari, con una irrispettosa noncuranza di chi deve dirigere imprese (che danno lavoro e occupazione nell’area anche in questo tempo di crisi), e di chi deve guardare al budget familiare, è del tutto improponibile proporre forti aumenti, addirittura fino al 2026, così come abbiamo appreso oggi a mezzo stampa. Non solo improponibile, ma obiettivamente inaccettabile sia da parte delle imprese, che delle famiglie. Adesso basta, la misura è colma“. Così Giacomo Cioni, presidente di CNA Firenze Metropolitana, sulla comunicazione ai Comuni da parte di Ato Toscana centrale della presenza di extracosti che aprono la via a pesanti e prolungati rincari delle bollette rifiuti.
“Chiediamo al livello politico di opporsi a tale previsione e di dare il via ad un Piano dei Rifiuti una volta per tutte adeguato alle esigenze della nostra Regione, che abbia al centro il raggiungimento dell’obiettivo dell’autosufficienza. Tutto con un auspicato cambio di paradigma che trasformi ciò che oggi è visto come un costo nell’opportunità offerta dalla termovalorizzazione, cui ricorrere al netto dei recuperi dell’economia circolare e di un’adeguata raccolta differenziata – prosegue Cioni – In breve, crediamo che la parte dei rifiuti non reintrodotti nell’economia circolare debba concludere il suo ciclo all’interno di termovalorizzatori innovativi così da produrre energia ed acqua calda da distribuire alla comunità circostante tramite il teleriscaldamento, cogliendo la doppia opportunità di ridurre la tassa sui rifiuti e di abbassare il costo energetico delle varie utenze”.
Una strada percorribile, come indicano i tanti esempi europei. Certo, grazie ai progressi degli ultimi anni nella raccolta differenziata, l’Italia è ora il sesto paese in Europa in termini di percentuale di riciclo e compostaggio. Tuttavia, ancora il 28% dei rifiuti urbani finisce in discarica, rispetto all’1 per cento dei paesi scandinavi e della Germania. Un caso emblematico è quello della Danimarca, il primo paese in Europa ad introdurre, con legge, il divieto di conferimento in discarica dei rifiuti ammissibili all’incenerimento, cioè in grado di produrre energia.
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