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La Lega serie A ha deciso di ridurre la capienza degli stadi a 5 mila spettatori nelle giornate del 16 e 23 gennaio

Di fronte alla telefonata di Draghi “cordiale” ma con toni da ultimatum (il premier voleva chiudere gli stadi) la Lega serie A ha deciso di ridurre la capienza degli stadi a 5 mila spettatori nelle giornate del 16 e 23 gennaio. Rinunciare per 2-3 settimane agli incassi da stadio preoccupa e non poco i club. Ci sarebbero 3-4 club a rischio fallimento. Ma rispetto alla “minaccia” che Draghi fermasse il campionato, un buon numero di club (tra cui il Milan, l’Inter e la Juventus) hanno preferito cedere. Dal 6 febbraio, quando il campionato riprenderà si valuterà in base all’andamento della curva dei contagi.

La telefonata effettuata dal premier a Gabriele Gravina e riportata venerdì in assemblea da Paolo Dal Pino ai club ha fatto scattare l’allarme tra le società. L’invito a considerare l’ipotesi delle porte chiuse ha indotto la Lega a convocare d’urgenza l’assemblea.

È stato un sabato movimentato. Alle 9.30 il comunicato del giudice sportivo Gerardo Mastrandrea, che, in attesa di provvedimenti, non infligge sconfitte a tavolino. I risultati di Bologna-Inter, Atalanta-Torino, Salernitana-Venezia e Fiorentina-Udinese (le quattro partite non giocate della prima giornata di ritorno) rimangono sub iudice. Esito quasi scontato dal momento che il Giudice sportivo non si è ancora espresso neanche su Udinese-Salernitana: decisione rinviata al 18 gennaio.

La giornata si è aperta con un successo della Lega che dopo aver avviato i propri uffici legali per ricorrere al Tar contro le decisioni delle singole aziende sanitarie locali i Tar della Campania, Friuli Venezia Giulia e Piemonte hanno liberato dalla quarantena i giocatori di Salernitana, Udinese e Torino che tra domenica e lunedì potranno giocare le rispettive gare in calendario. Un discorso a parte vale per il Tar dell’Emilia che ha confermato invece la quarantena per il Bologna che domani non può giocare in casa del Cagliari. Le motivazioni risiedono nel fatto che solo 2-3 giocatori oltre all’allenatore Mihajlovic avrebbero fatto la terza dose, e due avrebbero ricevuto la prima solamente in settimana.

La Lega Serie A, in una nota, esprime la massima soddisfazione per le pronunce giurisdizionali dei diversi Tar (Piemonte, Friuli-Venezia Giulia e Campania) che “hanno riconosciuto la validità dei ricorsi contro i provvedimenti delle Asl che avevano impedito ad alcune formazioni di A la prosecuzione della propria attività sportiva. Queste decisioni fanno ben sperare, come ribadito più volte nei giorni scorsi, che si possa arrivare in breve tempo a uniformare gli interventi delle Asl territoriali nel rispetto della legge e dei protocolli sportivi”.

La squadra che certamente scenderà in campo domani è la Salernitana dopo che l’ultimo giro di tamponi effettuato sabato mattina non ha evidenziato nuovi positivi. Domenica mattina, con volo charter (come da protocollo) è prevista la partenza per Verona: più di dieci i giocatori indisponibili tra casi Covid, infortunati e nazionali. Il Torino scenderà in campo con la Fiorentina ma resta da capire se avverrà domani o lunedì alle 18.30. I giocatori si sono sottoposti a nuovi controlli, i cui esiti si avranno nel pomeriggio.

Udinese-Atalanta è in calendario, con i friulani, decimati dal Covid, che riescono a raggruppare 13 giocatori ricorrendo in maniera massiccia ai giocatori della Primavera. Non è certo se la gara si giocherà domani alle 16.30 o il giorno successivo. Nel frattempo l’Atalanta con un comunicato informa che tre tesserati del gruppo squadra “sono risultati positivi dopo i tamponi eseguiti venerdì”.

Redazione

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