Emilia Romagna

Cadelbosco Sopra. Dante Sestito uccide il dipendente Salvatore Silipo: il delitto è avvenuto in officina

Un atroce delitto è avvenuto sabato pomeriggio all’interno dell’officina Dantestore a Cadelbosco Sopra (Reggio Emilia). Salvatore Silipo, 29 anni, è stato ucciso da Dante Sestito, 70 anni, ora in carcere a Reggio Emilia. Dante Sestito, accusato di omicidio, ricettazione e detenzione illegale di arma da fuoco, è stato interrogato negli uffici del Nucleo investigativo dei Carabinieri a Reggio Emilia dalla Pm Cristina Giannusa, alla presenza del legale. L’imprenditore si è avvalso della facoltà di non rispondere. Salvatore Silipo, meccanico originario di Cutro come il presunto assassino, viveva a Gualtieri. Pochi giorni fa gli era nata una bimba. L’officina di Sestito è gestita da Dante con i figli Antonio e Francesco. Antonio Sestito, che ieri era nell’azienda, è stato portato in caserma a Guastalla insieme al padre.

L’omicida è stato bloccato da due carabinieri di una pattuglia della stazione di Castelnovo Sotto in transito nei pressi dell’officina per il cambio di pneumatici e diretti allo stadio per svolgere servizio di ordine pubblico. I militari erano stati messi in allarme dalla presenza in strada di un cugino della vittima. Sono entrati nei locali dove hanno trovato Dante Sestito che aveva ancora in mano la pistola. I militari lo hanno disarmato e hanno sequestrato l’arma.

La vittima sarebbe stata chiamata in officina dai figli del titolare e dopo una breve discussione Salvatore Silipo sarebbe stato fatto inginocchiare. Poi Dante Sestito avrebbe mirato alla testa del giovane che è morto sul colpo. All’arrivo dei soccorsi non c’era più nulla da fare. Il revolver Smith e Wesson calibro 44 magnum, illegalmente detenuto e risultato rubato, è stato sequestrato insieme a 18 colpi di cui uno esploso. L’arma è stata rubata a Pieve di Cento, nel Bolognese, nel gennaio del 2019

Una delle ipotesi degli investigatori per trovare il movente dell’omicidio è legata all’origine comune della vittima e del presunto assassino, entrambi già lambiti da altre indagini. La stessa azienda era rimasta coinvolta in una maxi-inchiesta, chiamata “Billions”, della Procura di Reggio Emilia per associazione a delinquere e fatture false. Nell’inchiesta risulta imputato Antonio Sestito che, secondo gli inquirenti, avrebbe un ruolo di rilievo in quella vicenda. Qualche anno fa inoltre la Dante Gomme era stata oggetto di colpi d’arma da fuoco. Mentre la vittima lo scorso anno era stato invece arrestato per spaccio di cocaina.

Redazione

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