Toscana

Il racconto per immagini del Tevere: presentato il libro a Palazzo Strozzi Sacrati

Un racconto per immagini, lungo i 405 km che attraversano 4 regioni, tra le quali anche la Toscana, in provincia di Arezzo. ‘Tevere Nostrum. Acqua, storia, natura, cultura’ è il volume (edito da Polistampa) curato dal Segretario Generale dell’Autorità di bacino distrettuale dell’Italia Centrale, Erasmo D’Angelis, presentato a Palazzo Strozzi Sacrati, a Firenze.

Ad accompagnare l’autore il presidente della Regione Eugenio Giani, l’assessora all’ambiente Monia Monni, il segretario generale dell’Autorità di bacino distrettuale dell’Appennino settentrionale Massimo Lucchesi, il presidente di Anbi Toscana Marco Bottino, l’editore Mauro Pagliai e, in collegamento da remoto, il geologo e divulgatore scientifico Mario Tozzi.

“Un fiume che – ha detto Giani –, sebbene attraversi la Toscana solo per un breve tratto, nell’estrema parte nord-orientale, è storicamente legato a questa regione. Le sorgenti si trovano sul Monte Fumaiolo, situato in Emilia Romagna, proprio al confine con la Toscana. Il Tevere si lega alla Toscana nella Valtiberina, attraversa Pieve Santo Stefano, lambisce Sansepolcro e forma anche l’importantissima diga di Montedoglio. Il volume curato da Erasmo D’Angelis rappresenta l’ennesimo capitolo dedicato dall’autore al mondo dell’acqua e fornisce un affresco di questo corso d’acqua attraverso foto, anche d’epoca, dipinti di grandi artisti, mappe e schede. Un lavoro davvero ben fatto”.

“Il Tevere è soprattutto il fiume della città eterna – ha aggiunto Monia Monni – ed il libro presentato è soprattutto bello da sfogliare e vedere. Un libro che celebra questo corso d’acqua maestoso e ne racconta il ruolo di soggetto nei capolavori di tanti pittori perché è di per sé un’opera d’arte. Ma che ci invita a riflettere sulla storia e sul rapporto che si viene a creare tra le comunità ed il Tevere, e anche su quello contemporaneo, in un tempo di cambiamenti climatici. Il messaggio che emerge è abbastanza chiaro: è la nostra vita che gira intorno alla natura e non viceversa. Quando abbiamo provato a gestire di forza il fiume, a non assecondarlo e a dargli i suoi spazi, non è mai andata troppo bene”.

“Il senso del volume – ha concluso D’Angelis – è celebrare i fiumi ed in particolare il Tevere, che costituisce un grande corridoio ecologico da tutelare e proteggere. Ed infatti andrebbe dichiarato, e ci stiamo lavorando, ventiseiesimo parco nazionale italiano. Una grande sfida. Il Tevere attraversa un pezzo importante di Toscana e lungo il suo percorso abbraccia aree naturali, oasi, parchi, riserve che possiamo legare tra loro per far sì che il fiume venga vissuto e fruito e soprattutto tutelato”.

Redazione

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