Cosa sta succedendo alla società italiana? Agli uomini italiani piacciono sempre di più i transgender? La tendenza è questa. Questo argomento suscita molta curiosità, in particolare negli ultimi anni in Italia. In uno dei Paesi più cattolici al mondo tanti tabù e convenzioni sociali sono venuti meno. Più libertà, maggiore spinta verso una società laica e liberale, hanno spinto a fare emergere quanto fino a tempo prima era semplicemente sommerso. I transgender sono sempre esisti, semplicemente se ne parlava poco e sottovoce, non si tollerava la loro esistenza. Oggi l’Italia è un Paese più aperto e tollerante, dove i diritti sono una priorità per la maggior parte della popolazione.
Agli uomini piace parecchio il mondo del transessualismo, una condizione per cui non c’è una corrispondenza tra il sesso biologico e quello a cui l’individuo sente di appartenere. Ci si trova di fronte a persone che pur essendo nate donna si sentono maschio o viceversa.
Dopo avere maturato questa consapevolezza, inizia un lungo ed irto percorso nel quale la maggior parte decide, con l’aiuto della medicina di affrontare la transizione da uomo a donna o viceversa. Il cambio di sesso avviene a tutti gli effetti. Pertanto l’uomo avrà accanto una donna con un corpo femminile,
Diversa invece è la condizione in cui si hanno le sembianze femminili ma gli organi genitali maschili. In questa situazione l’uomo è attratto proprio da questa duplice presenza. In effetti fa una doppia scelta. Il transessuale conosce in modo perfetto il corpo maschile e proprio per questo sa dare un piacere particolare all’uomo, un piacere che la donna non da’. L’attrazione può derivare da semplice curiosità o dall’insoddisfazione nei confronti del normale sesso tra eterosessuali.
L’orientamento sessuale e l’identità di genere sono argomenti delicati sul piano affettivo e psicologico. È utile quindi chiarire alcuni aspetti. È molto comune fare confusione tra transgender e transessuale. Non sono sinonimi. Per transgender ci si riferisce alle persone che non si riconoscono nel modello dicotomico maschio/femmina che la società impone. Il transgender vive male il sesso assegnato alla nascita, ma non produce alla scienza una domanda di modificazione dei caratteri sessuali primari e secondari.
Invece il transessuale vive la discordanza tra il sesso biologico e l’identità di genere e vuole cambiare rivolgendosi alla scienza medica per modificare i caratteri sessuali primari e secondari con la possibilità di sottoporsi alla “Riattribuzione Chirurgica del Sesso” come previsto dalla legge n.164/82. Molta attenzione va prestata al nome scelto dalla persona transgender o transessuale. Comprendere il senso dei termini che scegliamo di utilizzare e riflettere sulla connotazione sociale a cui quel termine rimanda, consente di agire in modo adeguato mediante le differenze che contraddistinguono ciascuno.
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