Economia

Sex working: il telefono erotico fa impennare il fatturato del settore

Il Corriere della Sera nella sua edizione di Milano del 18 marzo scorso ha pubblicato un articolo che ha fatto parecchio discutere dal titolo “Io, studentessa, escort per pagarmi l’università: guadagno fino a 6 mila euro al mese, 5 anni e poi smetto”. L’articolo, a firma di Elisabetta De Andreis, pone l’accento sul fenomeno del sex working a Milano e in Italia, accendendo i riflettori su un mondo di cui spesso si parla poco se non sottovoce.

I lavoratrori del sesso sono in incremento in Italia e nel resto del Mondo. Questa tendenza è legata anche alla pandemia che da un lato ha limitato i rapporti sociali, dall’altro ha portato verso nuovi lavori. Tante persone, per via delle restrizioni, si sono messe alla ricerca di nuove strade del “piacere”. Altrettante sono entrate nella categoria entrando nel mondo del sex working. Ai giorni nostri, il telefono erotico è tornato attuale a causa delle varie restrizioni ai movimenti e “lockdown”, che hanno costretto molte persone a rimanere sole in casa rinunciando alla vita sociale.

Rispetto al passato oggi il tema viene affrontato con maggiore serenità ed è meno divisivo. “Nel tempo libero, arrotonda. In altre epoche si sarebbe detto che l’attività di questa ragazza, bellezza stratosferica e naturale, storia comune e per niente ai margini, è la prostituzione. Ma loro, i giovani — la studentessa di Economia, la sua coinquilina che frequenta il Conservatorio e l’amico di Scienze politiche, tutti più o meno del giro — non accettano quel nome” sottolinea la giornalista. “Ne hanno sdoganato un altro che ai loro occhi neutralizza lo stigma: sex working”. “Noi facciamo tutta un’altra cosa” precisano al Corriere. “Ci iscriviamo sui siti di incontri e ci proponiamo come sugar baby. Vendiamo esperienze e non c’è disparità di potere perché noi abbiamo la giovinezza, loro il denaro”.

C’è chi si mette in vetrina filmandosi in diretta con le telecamere collegate ai computer. Sono le cam girl. Le intervistate invece lavorano con incontri reali che durano una o più giornate, a volte in trasferta, in via riservata. Le loro dichiarazioni confermano la sensazione che il mondo del sesso non conosce limiti. “C’è tantissima domanda, anche adesso in tempo di Covid. Quindi possiamo permetterci di selezionare solo chi ci interessa, dire se a quelle condizioni ci va bene oppure no. Accompagnarli è una nostra scelta”.

A fare impennare il fatturato del settore in tempo di covid più che gli incontri con le escort, che prevedono il contatto fisico, c’è il telefono erotico. Il meccanismo è semplice. Con una telefonata si entra in contatto con una persona che è disponibile al sesso telefonico. La sex worker è disponibile per esaudire e assecondare, mediante la voce, le fantasie sessuali della persona che telefona.

Le chiamate erotiche riescono ad intrattenere l’utente in appaganti conversazioni hot. Il servizio di telefonia erotica non conosce limiti: è sempre operativo, tutti i giorni e a tutte le ore. Permette a tante persone di dare sfogo ai propri istinti sempre.

C’è chi sceglie di parlare con una donna matura, chi con una ragazza, chi con un trans, in base alle proprie preferenze sessuali. Il tutto avviene nel rispetto della propria privacy.

Redazione

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