Ancora una sonora bocciatura per il leghista calabrese Nino Spirlì. Vincono i genitori sottoscrittori del ricorso depositato dall’avvocato Paolo Perrone contro l’ordinanza di chiusura delle scuole emanata da Nino Spirlì lo scorso 5 gennaio.
Il Tar della Calabria ha accolto la richiesta di sospensione urgente degli effetti del provvedimento impugnato. Si potrà tornare in aula per la didattica in presenza, sempre in relazione alle disposizioni governative ed agli altri decreti in vigore a livello locale. Pertanto le lezioni rimarranno sospese nelle zone rosse, come Fabrizia o Frascineto, dove il numero dei contagi da covid ha raggiunto livelli preoccupanti.
Il Tribunale Amministrativo ha limitato la sospensiva alle scuole primarie ed alle secondarie di primo grado (elementari e medie), mentre per le secondarie di secondo grado (superiori), pur riconoscendo la validità delle argomentazioni proposte nel ricorso, in virtù della maggiore capacità degli studenti più grandi di svolgere la didattica a distanza e della questione relativa ai trasporti, si è riservato di decidere quando entrerà nel merito il 10 febbraio prossimo.
L’esito della decisione era scontato. Già nel novembre scorso i giudici avevano bocciato il presidente facente funzioni, firmatario di un’analoga misura. Successivamente, avevano annullato anche le ordinanze emesse da alcuni sindaci, tra cui Vibo Valentia, Crotone, Rende.
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