Benefici del CBD dall’antichità ad oggi

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La cannabis light e i prodotti da essa derivati, come per esempio l’olio al CBD, sono stati permessi in Italia in considerazione del fatto che essi contengono una minima quantità di THC o tetraidrocannabinolo, la sostanza psicotropa che si trova nella marijuana, mentre abbondano di CBD o cannabidiolo, che, al contrario, non è stupefacente.  Anche l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha escluso che il cannabidiolo possa rientrare tra le droghe proibite dagli ordinamenti, dato che non è idonea a dare assuefazione né ad alterare la mente. Anzi, l’OMS ne ha messo in evidenzia le proprietà rilassanti e curative. Ciononostante, rimangono delle preoccupazioni per coloro che devono essere sottoposti, solitamente per lavoro, a test di urine, di sangue o di capelli per valutare la presenza o meno di sostanze droganti nell’organismo. La presenza, seppur irrisoria, di tetraidrocannabinolo nella canapa light ha delle ripercussioni che possono essere osservate con determinati tipi di analisi. Tracce di THC nel sangue possono essere trovate fino a 14 giorni dopo che è stato assunto; la sostanza metabolizzata, invece, rimane nelle urine per circa 3-4 settimane. Infine, dall’analisi del capello si può vedere se una persona fa regolarmente uso di cannabis, nei novanta giorni successivi all’ultimo utilizzo. Questi numeri sono indicativi e possono variare da persona a persona, anche a seconda dello stile e delle abitudini di vita. Fatta questa necessaria premessa conoscitiva, che dà conto delle possibili limitazioni nell’uso della cannabis light, è il momento di andare a vedere quali sono, invece, le proprietà che hanno spinto i governi di quasi tutto il mondo a togliere qualsiasi tipo di divieto per quanto riguarda l’assunzione di CBD ed anzi a incoraggiarne l’uso anche a scopi terapeutici. Il cannabidiolo era conosciuto fin dai tempi antichi, come dimostrano alcuni manoscritti di medicina cinese che ne descrivono l’utilità per calmare gli eccessi d’ira, per la cura della gotta e come antinfiammatorio. Da lì, questa sostanza ha fatto sostanzialmente il giro del mondo, passando dall’antico Egitto, l’Europa e gli Stati Uniti. Tutte le testimonianze che ci sono arrivate fanno riferimento agli effetti calmanti della sostanza, nonché alle sue proprietà analgesiche e antinfiammatorie. Se queste sono sicuramente le caratteristiche principali che hanno reso famoso il CBD, recenti studi hanno dato conto di ulteriori utilizzi di questa sostanza in ambito medico e non. Queste ricerche sono arrivate dopo un periodo, quello del proibizionismo in cui non era permesso lo studio della cannabis, nella maniera più assoluta. La marijuana è stata associata ai soli effetti psicotropi del THC e il CBD completamente dimenticato. Quando però è stato riscoperto in laboratorio che il cannabidiolo aveva proprietà completamente differenti dal THC, quasi opposte, la curiosità ha prevalso e molti scienziati hanno deciso di approfondire la questione. Quello che è emerso non è solo quanto ci avevano insegnato gli antichi, ma che il CBD interagisce con il nostro intero corpo, andando a supportare gran parte dei nostri organi interni. In particolare, ha un potere curativo della mente molto spiccato. È stato sostenuto, per esempio, che il cannabidiolo ha un duplice effetto nel caso della schizofrenia: esso contribuisce a ritardare l’insorgenza degli episodi psicotici e, nel momento in cui si verifichino tali episodi, allevia i sintomi. Quindi ha sia un’azione preventiva che curativa. Una cosa simile si è notata anche nel caso dell’ansia sociale. Non solo l’assunzione di CBD serve per attenuare lo stato ansioso in sé, ma sembra anche avere un ruolo nella prevenzione di ulteriori attacchi di ansia. Ci sono, però, anche degli utilizzi che non sono prettamente legati alla medicina. Oltre alla credenza degli antichi che il CBD fosse un afrodisiaco, si deve ricordare l’utilizzo nella cosmetica. Esistono ormai molte creme a base dicannabidiolo e anche l’olio al CBD viene spesso applicato direttamente sulla pelle. Le proprietà antiinfiammatorie servono per lenire arrossamenti cutanei, infiammazioni e irritazioni. Inoltre la composizione oleosa combina questa azione con quella idratante. Per queste ragioni è scelto anche per trattare acne e psoriasi. Dagli scritti che sono arrivati fino a noi, infine, il cannabidiolo era la cura che veniva data a chi soffriva di epilessia e di depressione. Allo stato attuale, è stato dimostrato e confermato l’effetto terapeutico per ridurre gli episodi epilettici, tanto che viene utilizzato con grandi successi anche sui bambini; riguardo alla depressione l’opinione non è ancora definitiva, ma sono in corso degli studi per appurarlo. Sarebbe infatti una buona cosa se il CBD potesse sostituire gli antidepressivi, dato che l’assunzione di cannabidiolo non comporta effetti collaterali di sorta, se non in caso di abuso della sostanza o in caso di interazione con i principi attivi di altri farmaci. Quel che al massimo è stato affermato sul contributo del CBD per i casi di depressione è che questo potrebbe costituire un supporto per la psicoterapia, in quanto i risultati di questa sarebbero ottenuti più rapidamente. Una certa dose di THC è praticamente inevitabile in ogni prodotto ad alto contenuto di CBD. È molto difficile, infatti, riuscire a isolare le due sostanze nella fase di estrazione dall’infiorescenza o creare un seme che dia vita a una pianta che contiene solo CBD. Difatti, tutti i prodotti ad alto contenuto di CBD che si trovano nei siti specializzati come per esempio JustBob.it, contengono una piccola percentuale di THC, che però è sotto la soglia di pericolosità stabilita dai legislatori italiani ed europei. Tuttavia, a parte le tracce che possono rimanere nelle urine e nel sangue, il THC non interferisce con nessuna delle proprietà benefiche che abbiamo illustrato e quindi è possibile usare cannabis light e derivati in assoluta sicurezza, godendosi tranquillamente un momento di sano relax.