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La Regione Piemonte si apre al mercato dell’energia

La Regione si apre al mercato dell’energia: il primo passo è un disegno di legge, approvato dalla Giunta e che passa ora all’esame del Consglio, per la gestione autonoma di dighe e invasi tramite la riassegnazione di 67 grandi derivazioni ad uso idroelettrico storicamente in capo allo Stato. Il provvedimento intende disciplinare il settore dopo il passaggio dal Demanio alle Regioni delle infrastrutture. Saranno però soltanto le concessioni superiori a 3.000 kw da riassegnare con bandi di evidenza pubblica; undici di queste sono scadute e le procedure di assegnazione dovranno partire entro il 2022. Dopo aver sottolineato che si tratta di uno dei provvedimenti più importanti del mandato della sua Amministrazione, il presidente della Regione evidenzia che si è voluto approfittare di questa opportunità di autonomia data dallo Stato per mettere a punto un testo di equilibrio che consentirà di gestire liberamente una delle risorse più preziose e importanti di cui dispone il Piemonte, ovvero l’acqua, di acquisire nuove entrate e di impostare per la prima volta una politica regionale dell’energia. Insomma, una piccola rivoluzione che consentirà di sostenere le imprese piemontesi con misure concrete per ridurre la concorrenza sleale degli altri Paesi dove il costo dell’energia, in certi posti, è quasi alla metà. L’obiettivo è ora lavorare a ritmi serrati in Consiglio regionale per arrivare ad una approvazione entro la fine di marzo, in perfetto tempismo con quanto richiesto dall’Unione Europea. L’assessore regionale all’Ambiente e Tutela delle acque aggiunge che questa prima forma di autonomia regionale in ambito energetico e di sviluppo di energia rinnovabile comprende un meccanismo di “apertura alla concorrenza”, a cui verrà sottoposta l’assegnazione in concessione della risorsa idrica e delle opere regionali, particolarmente innovativo rispetto al passato, in quanto sarà possibile inserire nei bandi specifici criteri di individuazione della migliore offerta. Si potranno così ottenere miglioramenti nell’ambito della produzione di energia rinnovabile, della riqualificazione ambientale dei bacini a valle degli invasi, degli interventi di compensazione a beneficio dei territori interessati. Particolare risalto sarà riservato alla possibilità di favorire usi plurimi delle acque, ad esempio associando all’uso idroelettrico quello idropotabile e la rigenerazione dell’acqua mediante impianti di pompaggio.

Redazione

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