Categories: CronacaToscana

Firenze. Una piazza per Lando Conti

Una piazza intitolata a Lando Conti. Così Firenze ricorda l’esponente repubblicano, sindaco dal 1984 al 1985, ucciso da un commando delle Brigate Rosse. A lui sarà dedicata l’area di circolazione davanti al tribunale, compresa tra via Carlomagno, via della Torre degli Agli e viale Guidoni. Lo ha deciso la giunta approvando l’apposita delibera presentata dalla vicesindaca e assessora alla toponomastica Cristina Giachi. Conti fu ucciso alle 17 del 10 febbraio1986 da un commando delle BR che gli scaricò addosso 13 colpi di mitraglietta Skorpion al Ponte alla Badia, mentre sulla sua auto stava andando in consiglio comunale. Aveva 52 anni ed era padre di quattro figli, Leonardo, Lapo, Lorenzo e Stefano. Per l’omicidio sono stati condannati all’ergastolo Maria Cappello, Fabio Ravalli e Michele Mazzei e a 30 anni Marco Venturini. Nessuno ha parlato e sono rimasti impuniti altri 7-8 brigatisti, tra cui l’esecutore materiale del delitto. La giunta ha dato il via libera ad altre due intitolazioni. A Bianca Bianchi insegnante, scrittrice, politica e componente dell’Assemblea Costituente, vicesindaca del Comune di Firenze e assessora alle questioni legali e affari generali dal 1970 al 1975, sarà dedicato un giardino all’interno di piazza della Costituzione. A Vittorio Rimbotti presidente dell’Associazione nazionale combattenti forze armate regolari guerra di Liberazione e medaglia d’oro al valor militare, sarà intitolata la passarella sul torrente Mugnone, tra via Boccaccio e via Francesco Caracciolo. “Tre figure che incarnano lo spirito unitario, patriottico e costituzionale della nostra Repubblica – ha sottolineato la vicesindaca Giachi – Conti rappresenta il politico impegnato sul territorio a lavorare per il bene comune, l’uomo di talento che si offre quale risorsa per la sua città. Bianca Bianchi è stata una delle protagoniste della vita democratica italiana del dopoguerra come madre costituente e amministratrice locale, vicesindaca di Firenze. Rimbotti rappresenta il soldato che dopo l’8 settembre 1943 sa scegliere con coraggio da che parte stare. Ciascuno di loro rappresenta un esempio di senso dello Stato ed etica della responsabilità”.

Redazione

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