La potatura: perché e come eseguirla

Se avete piante o alberi arriverà il momento di fare la potatura. Per eseguirla vi serve una troncarami che magari potete scegliere spulciando questa classifica e naturalmente una conoscenza di base. Di seguito vi spiegheremo tutto quello che c’è da sapere o quantomeno una buona parte per occuparvi in prima persona della potatura senza dover fare ricorso a un giardiniere che, come potete immaginare, si fa pagare bene per i suoi interventi.

Che cos’è la potatura

Come prima cosa cerchiamo di capire esattamente cos’è la potatura. Si tratta di una serie di interventi mirati alla modifica, del tutto naturale, del vegetare  e fruttificare delle piante. Ci sono una serie di target che si pone chi esegue la potatura come il voler dare alla pianta una forma particolare per far passare più luce o semplificare la raccolta dei frutti, dare uno sprint alla sviluppo degli alberi giovani al fine che possa cominciare presto a dare i suoi frutti, migliorare la produzione di questi ultimi.

I tipi di potatura

Parlare di potatura vuol dire affrontare un discorso generico ma in vero bisogna distinguere tra i diversi tipi, a cominciare da quella di allevamento che serve per incidere sulla crescita della pianta e incentivarne la produttività. Questo tipo di potatura si esegue fin quando la pianta non raggiunge i 10 anni di vita.

La potatura di mantenimento è destinata alle piante mature, serve per preservare la forma mentre quella di trapianto ha come obiettivo di impedire che le radici della pianta abbiamo problemi a nutrire la chioma quando è già ottimamente sviluppata.

Per eliminare le parti secche si segue la potatura di rimonda. Questo tipo di potatura limita il rischio che la pianta si ammali o se la pianta ha già “problemi di salute” serve per la sua guarigione. La potatura di rimonda serve anche per la messa in sicurezza degli alberi, un ramo secco, infatti, potrebbe spezzarsi e cadere.

La potatura di produzione si divide in verde e secca. La prima è quella eseguita in estate mentre la seconda si fa in inverno. Lo scopo è alleggerire la pianta mentre sviluppa una chioma rigogliosa. Perché si fa? Per ridistibuire meglio il dispendio energetico e di conseguenza la produzione. In casi particolari può essere necessario fare ricorso alla capitozzatura, ossia, l’eliminazione di tutti i rami.

Le diverse tecniche

Le tecniche di potatura sono quattro, ovvero, diradamento, potatura di ritorno, speronatura e spuntatura. Il diradamento è un taglio completo di diversi rami. Si taglia nel punto di giuntura con il tronco e serve per sfoltire la chioma al fine di favorire un maggior passaggio della luce e aria alla parte interna dell’albero. Il taglio si fa una volta l’anno e oltre a far diminuire l’umidità, aumenta la produttività.

La potatura di ritorno fa sì che la pianta segua il suo sviluppo attraverso un ramo secondario. In pratica si asporta la porzione principale del ramo, quella che si trova poco dopo la giunzione con il secondario che diventa il cosiddetto nuovo apice di sviluppo. Un intervento del genere si esegue su piante robuste e ha la funzione di favorire uno sviluppo equilibrato dell’albero.

Con la spuntatura si recidono le parti finali dei rami. È un tipo di potatura che riequilibra la chioma della pianta e ne limita la crescita della chioma in una direzione. I rami vanno tagliati sapendo bene cosa si sta facendo. Per esempio, se dovete recidere del tutto un ramo, il taglio non deve mai interessare il collare (quella parte che unisce il ramo al fusto) e deve essere netto. Quando si taglia bisogna procedere dal basso verso l’alto e non deve essere dritto bensì a 45°.

Il primo taglio va eseguito a una distanza pari a ⅓ del diametro del ramo. Il secondo si fa partendo dall’alto verso il basso a una distanza di pochi centimetri dal primo. L’ultimo taglio avviene nella parte più vicina al collare.

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