Categories: Spettacolo

Ciao Darwin. Il trash e la nudità di Bonolis: una ricetta onesta per il successo

Il grande successo di Paolo Bonolis e di Ciao Darwin è il trionfo del trash e della nudità. Il presentatore non fa mistero di puntare sul risveglio dei sensi, sulle immagini spinte. Il bidone che passa davanti a lui con la voce che grida “le donne nude”. Le sfilate che sanno di spogliarello, i doppi sensi. Le battute non troppo velate. Il trionfo del cattivo gusto direbbero i perbenisti. Il successo dell’onestà intellettuale direbbero i più realisti. Quanti italiani cercano sul web donne mature nude? C’è da scandalizzarsi? Secondo i perbenisti si. Secondo i realisti non c’è nulla di anormale.

Ciao Darwin: un programma discutibile

Spesso in televisione si punta su verità fasulle. Paolo Bonolis invece propone la tv reale, non il reality. Punta su un carrozzone di macchiette che urlano e di grazie ben svestite. Tutti si confrontano a colpi di ignoranza. Ciao Darwin porta il trash in primo piano, si muove nell’avanspettacolo. Ma non scandalizza più nessuno, semmai fa sorridere. Il telespettatore sa cosa sta guardando ma non cambia canale. Donne e uomini quasi nudi in prima serata, gioco di sensualità, annullamento del vedo non vedo a favore del total nude look. Vince il gioco delle due squadre degli opposti. E’ la saga delle banalità che trionfa sui talk di politica. Nei secondi accade la stessa cosa, soltanto viene camuffata da argomenti seri. Paolo Bonolis ancora una volta sfoggia una bravura unica. Tiene insieme il carrozzone, dosa tutto sapientemente e mette a nudo la realtà italiana. In tanti parlano di televisione inutile che punta su mutande, glutei e abbondanza, ad iniziare da Madre Natura. Ma dinnanzi a personaggi finti costruiti ad arte, Paolo Bonolis porta davanti ai riflettori personaggi veri, al limite del paradosso. Sarà pur trash ma piace, incarna l’italiano che consulta la foto gallery delle dive e non con le loro nudità, che sfoglia ogni anno migliaia di pagine di siti specializzati in eros e gossip. Il linguaggio di Ciao Darwin è acido, tagliente. Nonostante il format sia arrivato alla sua ottava edizione, il suo audience non cala. Il politicamente corretto per una sera viene accantonato. Il circo d’umanità strappa un sorriso. Bravi il direttore Beppe Recchia e Roberto Cenci e il conduttore Paolo Bonolis e l’inseparabile maestro Luca Laurenti.

Uno spettacolo d’improvvisazione

I concorrenti si prestano alle provocazioni brutali di Bonolis. Laurenti subisce le angherie del collega in un gioco delle parti che funziona alla grande. Tra decolleté senza sobrietà, lunghi primi piani in sequenza dove si possono ammirare fondoschiena e nudità, il programma tiene incollato lo spettatore. Le battute, soprattutto a sfondo sessuale non mancano, vanno oltre il confine tra scherzo ed offesa scatenando però la risata generale. Ciao Darwin piace ai telespettatori. E’ la via di fuga dalla quotidianità anestetizzata, dalla realtà puritana quotidiana. Lo spettatore ride con rozzezza ma si diverte. Paolo Bonolis è il baluardo del trash e del politicamente scorretto ma trionfa sempre. E’ quindi uno specchio autentica dell’Italia di oggi.

Redazione

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